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Collezioni: settembre 2006 luglio 2006 giugno 2006 maggio 2006 aprile 2006 marzo 2006 febbraio 2006 gennaio 2006 dicembre 2005 novembre 2005 ottobre 2005 Modelli: ai confini della realtà alta moda amore ai tempi delle malvestite arte povera chiacchiericci vari cow girls dark ladies infanzia perduta le regine del pendant mail-vestite maschioni mi piace il jeans over 30 over 50 semo bburini very important malvestite vinci una malvestita
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Malvestita #137 + Malvageddon #3 Un fenomeno inquietante che avevo individuato da tempo ma a cui sono riuscita a dare un nome solo pochi giorni fa, grazie allo scellerato acquisto di un numero di Kiss Me, è questo qui dei cosiddetti Kidult. Cosa sono i Kidult? Sono ragazze e ragazzi, donne e uomini, che probabilmente scontano in età adulta traumi infantili che possono andare da esperienze di pluribocciatura, a storie sessuali con il pelouche preferito finite male (il pelouche è scappato con He Man), alla scoperta che mamma e papà mentivano, quando dicevano che la coca cola corrode il cemento, a chissà cos'altro, e quindi riversano frustrazioni, sensi di colpa, complessi di vario genere acchittandosi e comportandosi come bambini scemi. Per farvi un esempio, kidult è quella tizia che stava al Grande Fratello due anni fa (e l'ha anche vinto, ora che ci penso), e che non faceva altro che saltellare, parlare con la voce in falsetto, girare con le treccine, salvo poi, uscita dalla casa, fare un calendario che a confronto Selen è una donna di buon gusto. Secondo quanto ho letto, i kidult, oltre a questo abbigliamento incentrato su portachiavi, pupazzetti, fiochetti, nastrini, fermaglini (tutte cose, insomma, che finiscono in etto e ino) coloratissimi, tra cui spopolano le note marche Pucca, Hello Kitty e Tarina Tarantino, oltre ad una totale impudicizia che li porta ad urlare allegramente in pubblico quando parlano con qualcuno, indossare fuseaux a righe sull'eventuale culone, abbinare un ombretto azzurro con le stelline ad un rossetto ciliegia con sei litri di gloss, oltre a tutto questo, i kidult possono definirsi tali se seguono anche determinate correnti di gusto in letteratura, televisione, cinema e quant'altro: i must sono i manga, Harry Potter, the OC, Dawson Creek e lungometraggi animati e fantasy d'ogni genere (meglio se pessimi, tipo Shark Tale), nonché film parodia del tipo Scary Movie, American Pie, e capolavori simili, perché sò 'n sacco ironici! Non ultima, la fissa per i gadget tecnologici: cellulari di ultima generazione, iPod, macchinette digitali, e inutilità varie. Da agghindare, ovviamente, anch'essi come gli accessori di una Bratz, con perline, ciondoli e contenitori glitterati. Vediamo la spiritata qui a destra, intenta nel mostrare al mondo la sua creatività (perché il kidult si sente 'n sacco creativo!). Indossa una maglietta di Winnie the Pooh (1 - altro personaggio, oltre Hello Kitty, adorato da questa gente), abbinata ad un paio di jeans pinocchietti con cuoricini sulle tasche (4). Sono stati inoltre applicati a questi jeans altri accessori (perché il kidult fa le cose in casa, è 'n sacco creativo!) tra cui si notano: stirelli a forma di stellina (2), nastrino in tulle da Man Lo (3), pon pon viola sul culetto (6), nonché un grosso fiocco in raso azzurro al posto della cintura (5).La borsa da bancarella dei Cinesi al mercato (10), è rosa, il colore preferito dalle kidult femmine, con chiusura a nastrino lilla. Sul lato è stato messo un piccolo portachiavi di Hello Kitty (11). Notate prego i calzini arancioni con margherite, indossati anch'essi in modo creativo: uno sù (7) e uno giù (8 - no, non le è semplicemente sceso, l'ha fatto apposta, fidatevi). Le scarpe baby sono laccate nere, ovviamente (9). Per finire, quella che probabilmente è la parte più importante, ossia la vagonata di accessori (ricordate ? i kidult adorano pendagli, palline e appendici di ogni genere). Sul braccio destro, parure bracciale (13) più anello (14) in plastica fucsia, su quello sinistro, gioiello con pendaglietti Hello Kitty di Tarina Tarantino (12 - tra parentesi, ma avete visto quanto costano gli accessori di Tarina Tarantino? Su ebay ho trovato caccole con due perline di swarovsky andar via a oltre 100 euro). Oltre agli orecchini luccicosi, abbiamo elastici con palline rosa a fermare le immancabili codine (15), e delle piccole clip azzurre brillantinate. Ultimo in ordine, ma primo in importanza, il chupa-chups panna e fragola (16). La cosa più divertente del kidult è che si distingue dal non kidult anche nelle abitudini quotidiane: passa metà della sua giornata con un chupa-chups in bocca (destinato alla dentiera a quarant'anni), parla solo di cazzate (Ma quant'è carina Hello Kitty? Ma quando è figo Dawson? Ma qual'è il tuo personaggio preferito di Winnie the Pooh?), scrive un diario pieno di stickers e disegnetti colorati, ride sempre di qualsiasi cosa e fa un sacco di battute (a cui regolarmente non ride mai nessuno), e poi, quando i genitori gli danno la paghetta (eh sì, perché è adulto ma ancora non si è trovato un lavoro) esce con gli amici a fare shopping. Update: nei commenti mi segnalano anche questo bellissimo test per sapere se sei un vero Kidult, o se il portachiavi di Hello Kitty che hai sul comodino sta lì perché se l'è dimenticato la tua cugina di sei anni. di BettyMoore Collezione: infanzia perduta, ai confini della realtà , chiacchiericci vari 11:36 | Plink! | commenti (82) | Home Malvestita #136 La malvestita doc non ha una chiara immagine di se stessa nella mente. Se pesa cento chili, crede di averne cinquanta, se ne ha quaranta, crede che le sue ginocchia sporgenti siano sexi. A sedici anni crede di averne trenta. A cinquanta, invece, è convinta di averne sedici. E oggi ci troviamo proprio di fronte ad un esempio di quest'ultima categoria: la malvestita wanna be a teenager.Innanzitutto mi dovete spiegare perché esiste una fascia di popolazione che si veste per andare al supermercato, come se dovesse invece andare in discoteca. Che senso ha, per esempio, quella cintura ricoperta di strass scintillante (2)? La maglia è bellissima: nera attillata (su tettone e panzetta) con scollo a barca, apparentemente firmata. Eh sì, perché se guardate meglio vedete che non è della Baci & Abbracci, come potrebbe sembrare, ma della Bacio & Abbraccio, che detta così sembra quasi una pubblicità della Mulino Bianco. Stupendo: la marca è nata appena due o tre anni fa e già esiste il tarocco. Sono impaziente di incontrare le prime contraffazioni della Angel Devil, magari un paio di jeans con le corna sul sedere al posto delle ali. Belli nella loro burina classicità, i jeans scuri (5) con scoloritura sulla coscia che fanno sembrare paffuta anche una modella anoressica, figuriamoci lei, ma soprattutto le sabot a punta, rosa con tanto di decorazione floreale in rilievo simil Guru (6). La borsa è un bel guazzabuglio. A parte che fa ridere il modo in cui la porta cortissima, ancora un po' e l'appoggiava sulle tette. Il modello, poi: è una specie di patchwork in varie nuances di grigio, con decorazioni circolari in diversi colori (4). Notevole la tracolla, ricoperta con delle specie di tendine da sole casa delle bambole verdi e sventolanti (3). Che sia una creazione della ormai mitica Diana Toto? Il pezzo migliore, comunque, è certamente il capello (7): biondo ossigenato con meches rosa fucsia scolorite. Ma come le sarà saltato in mente di farsi una cosa simile? di BettyMoore Collezione: arte povera, over 50 11:26 | Plink! | commenti (38) | Home Vim #8 - Sabrina Ferilli Post estemporaneo per mostrare anche a voi la splendida segnalazione che mi è arrivata in mail. Sta andando in onda su canale 5 una fiction che pare in Francia sia andata benissimo (il che significa che i Francesi in quanto a fiction non sono affatto messi meglio di noi). Protagonista femminile Sabrina Ferilli che interpreta Dalida, l'arcinota cantante compagna di Tenco nella notte del suicidio a Sanremo, autrice di canzoni pop-trash (non vorrei sembrare offensiva: a me piacciono) e idolatrata proprio in Francia, e anche lei suicida nel 1987. Io della fiction ho visto queste cose:1- i trailer imbarazzanti che passavano nelle pubblicità su mediaset, in cui alla fine con grande enfasi si diceva "regia di Joyce Bunuel", e cioè di una delle figliastre francesi del più celebre Luis, autrice di una caterva di altre pessime fiction (consultate pure IMDB); 2- la faccia di alessandro gassman che ci fa il bello e dannato a un passo dal suicidio (Luigi Tenco), che è come vedere Eva Henger nella parte di Maria Teresa di Calcutta; 3- il parrucchino cotonato di Christofer Lambert (troppo, troppo tempo è passato da Highlander); 4- il labbiale di Sabrina Ferilli che recita in francese (per fortuna nessuno di noi sa cosa ha davvero combinato nella versione originale; comunque il doppiaggio è pessimo); 5- i rallenty sulle gonne brasileire e sui boa di struzzo di Dalida che sventolano mentre lei balla durante gli spettacoli; 6- il bellissimo disegno che mi ha mandato Luca (di cui, dopo anche la splendida immagine di Simona del GF, sono ufficialmente diventata prima fan), disegno che metto qui a fianco, che dimostra quanto Sabrina Ferilli, ovvero la donna con le tette e gli zigomi più gonfi dell'emisfero boreale, sia inadatta a ricoprire il ruolo di una donna sì burina, ma giusto un tantino (giusto un tantino, eh) più filiforme e avvenente della nostra. di BettyMoore Collezione: mail-vestite, very important malvestite 21:59 | Plink! | commenti (28) | Home Vim #7 - Manuela Arcuri ![]() Alla trentesima volta che ci sono passata davanti, ho deciso di purgarla. In cima al cartellone, con fare ammiccante, una scritta cubitale a caratteri rossi recita: Nuda? No... Lormar! Lormar? Ma che è? Un cattivo del Signore degli Anelli? Mi pare quasi di sentirlo: Looorrmarrr*! Sotto c'è lei. La foto è bruttissima. A parte che l'hanno truccata con un ombretto violaceo e un rossetto rosso fragola, che neanche le Bangles ai tempi d'oro. Fosse solo il trucco, però (e il capello spettinato da tigrazza - 8) poteva pure starci. Ma la biancheria è una cosa or-ri-bi-le. Roba che persino mia nonna si rifiuterebbe di indossare. Il color carne già di per sè non è un bel vedere, nella foto fa un bruttissimo effetto in contrapposizione alla pelle (di una tonalità leggerissimamente più rosata che neanche si nota la differenza) e alle calze (3 - di una tonalità leggerissimamente più giallata che neanche eccetera), che si fanno per altro notare anche per la raffinatissima giarrettiera oro lamè (4). Ma poi, avete visto il modello della mutanda? Comprensibilissimo per una Sloggi bianca a fiorellini, ma per qualcosa che vuole passare da abbigliamento sexi, assolutamente no. Un uomo lo stronchi sul nascere, così. E poi, ti prego, cosè quell'etichetta che spunta in zona 2? Nooo, l'etichetta noo. E anche se c'è, almeno nel cartellone pubblicitario toglila, dai! Il reggiseno, coppa larghissima (a proposito, scusate per la tetta sinistra che mi è venuta una schifezza ma non avevo voglia di rifarla da capo) super coprente, con al centro tra i due seni un fermaglio metallico (1) riproducente la marca della trendissima (urca) biancheria: Lormar! E ora veniamo ai particolari che non c'entrano veramente un cavolo. I bracciali, innanzitutto, che sono quelle cose di plastica grossa che si trovano in regalo sul Cioè. Quattro, gliene hanno messi. Ma soprattutto le scarpe! Neanche nei peggiori dispacci di periferia, se ne trovano di così tremende: tutte ricoperte di lamè rosso, con un fiocco sul davanti, al centro del quale fa sua bella mostra un medaglione di pietre brillanti. Dulcis in fundo, un piccolo riquadro a lato riportava una scritta con l'ossimoro più divertente di tutto il cartellone: Top Class. Se volete divertirvi ulteriormente, vi consiglio di visitare lo splendido sito. *gentilmente interpretato da Amedeo Goria. di BettyMoore Collezione: alta moda, very important malvestite 12:01 | Plink! | commenti (43) | Home Coppia malvestita #7 Con mia grandissima disperazione, ieri notte ho visto l'ultima puntata della seconda serie di Lost: non so se anche voi siete completamente dipendenti da questo allucinante telefilm. Io non so come farò a stare fino a settembre senza ulteriori misteri ed indizi.Oggi vi propongo un malvestita-lost-quiz. Queste due belle (!) fanciulle le ho incontrate ieri al supermercato, e mi sembra che abbiano uno stile abbastanza survivor home made per adattarsi al quiz odierno. Vediamo prima la cicciottella che ci sta di fronte. Senza provare una minima vergogna (beata lei) per panza, culone e cosciotte, indossa questa mise che ha dell'inverosimile, lo ammetto. Ma vi giuro che era conciata esattamente così. Sopra, una canottierina attillata (1) tutta strappata sul bordo inferiore (3). Non so se avete presente cosa diventano i tessuti attillati quando si strappano: un delirio di ricciolini e raggrinzimenti. Ecco, più o meno così si presentava. Vi prego di notare il reggiseno che spunta sulle spalle (2 - beh, almeno non aveva le spalline in lattice, dai). Sotto, abbiamo questo incredibile paio di fuseaux arrotolati sotto al ginocchio (4), con (non svenite, vi prego) delle prese d'aria quadrate sulla lunghezza laterale delle cosce (5). Il tutto (come se non bastasse) sorretto da una cintura di pelle con borchie (6 - ma che c'azzecca?). Gli stivali sono tipo scarponi antiinfortunistici con sei cm di suola, tutti ricoperti di tela militare, strappata sugli orli (7). Sorvolando sull'inutile borsa di tela nera con tasche (8), andrei sui brufoli (9 - normalmente non infierirei, ma si è vestita in maniera talmente assurda che va punita anche per questo) e sulla fila di piercing che le ricopre tutto il lato dell'orecchio sinistro (10). L'amica comunque è decisamente meglio, una malvestita con stile come piacciono a me. Il pezzo forte è la blusa di rete verde militare sbiadito (11), che dal vivo faceva un delizioso effetto salsiccia sulle braccia nude. Il bordo inferiore, seguendo quello che probabilmente è l'imperativo stilistico di 'ste due, è frastagliato. Idem per il bordo della canottiera di lycra bianca che indossava sotto (12). La gonna (13) è un misto fra lo stile sailor moon (corta a pieghette) e lo stile imballaggio di armi clandestine (i numeri stampati a stancil), ed è decorata da una deliziosa catenina d'acciaio (14). Gli stivali mi stavano facendo venire un aneurisma. Non solo sono di pelle nera ricoperta di spray argentato (15), non solo hanno una zeppa di gomma nera a carroarmato sotto la punta (16), non solo hanno una patacca metallica enorme sulla linguetta (17), diametro cinque centimetri e spessore tre, non solo tutte queste cose, hanno anche i tacchi di vero ferro (18)! E sono bucati per farci passare dentro le stringhe! Geniale, geniale, geniale (tra l'altro ho appena saputo dai commenti che hanno anche una marca: New Rock). Finale sul tocco che non c'entra niente: la borsetta di vellutino beige, delicatissima, con laccetti a fiocco pendenti sul davanti (14). Ora il quiz. Vedete i tre numeri sulla gonna? C'erano anche nella realtà, ovviamente, ma io li ho cambiati. Sotto la maligna influenza di Lost ho voluto dar loro un significato che inerisce al disegno. Ho scritto questo signficato su una busta chiusa con ceralacca e consegnata ad un notaio in modo da non poter barare e far vincere chi di voi mi sta più simpatico*. Dovete dirmi qual'è secondo voi il significato che ho voluto dare a questi tre numeri. Potete rispondere comodamente nei commenti. Sbizzarritevi! Update: mi ero dimenticata di dirvi, che in palio per l'eventuale vincitore (o per quello che ne indovina almeno due)(a meno che non siate in dieci ad indovinarne almeno due) c'è una canottierina strappata (strappi originali Betty Moore) uguale uguale a quelle che indossano le due leggiadre qui in immagine. Non potete lasciarvela sfuggire! *e voi ci credete pure? di BettyMoore Collezione: arte povera, amore ai tempi delle malvestite, vinci una malvestita 11:55 | Plink! | commenti (45) | Home Malvestita #135 Questa l'ho incontrata nello stesso centro commerciale dove la Malvestita #132 si rimirava l'anello: proprio un bel posticino, non trovate?Il capo che per primo ci salta all'occhio è la maglia rosso fragola: notate, vi prego, lo sciccosissimo disegno sul davanti: due femmine stilizzate poste simmetricamente l'una all'altra, una tutta colorata di nero, l'altra d'argento (1 - e già qui). Ma sono le maniche il vero pezzo sconvolgente: rimborsate a falde larghe sul tre quarti di braccio (2). Ancora non mi spiego come facessero a stare in quella strana posizione gonfia e larga, andavano contro le leggi della fisica. Tantopiù che il tessuto della maglia aveva un aspetto piuttosto moscio. Nonostante la maglia sia più vistosa a causa del colore, non riesce a superare in tamarraggine i jeans, che sono da manuale delle malvestite: lunghezza capri, le tasche tutte bordate di perline nere, hanno sulla gamba destra il disegno di una stella ricamata in nero (che tra l'altro viene ripreso da quello che sia l'unico pezzo carino di tutta la mise: il ciondolo in posizione 9) circondata da una miriade di borchie piramidali in varie grandezze: si va da gemme con il lato di due centimetri, a minuscole incrostazioni quasi invisibili (3 - e non escluderei, in effetti, che in mezzo a tutta quella roba, qualche vecchia incrostazione di frullato dietetico ci fosse davvero). Sotto spuntano gli stivali in pelle avorio (4), il modello che forse odio di più al mondo: mosci, a punta e senza tacco (a punta e senza tacco: ogni volta che lo scrivo mi vengono i brividi). Tra l'altro, come sottolineava non ricordo chi nei commenti a qualche post fa, quand'è che le donzelle inizieranno ad avere caldo con gli stivali? Gli accessori non sono da meno dei vestiti. Comincerei dalla cintura di paillettes dorate (7), con fibbia argentata strategicamente posta sul fianco (8), anziché in centro, segno che già da solo ci fa capire se ci troviamo di fronte a una malvestita vulgaris, o ad una vera malvestita creativa artistorum originalis. Bellina anche la borsa (5): a scacchi grigio neri, bordata di due fasce in pelle con piccole borchie d'acciaio. Mi è piaciuto moltissimo l'orologio, cinturino d'acciaio, ma col quadrante (viola) ingabbiato da un telaio di plastica trasparente rosa (6). E passiamo al gioiellame: numerosi bracciali di varia natura sul polso destro (11), una miriade di buchi - retaggio delle scuole medie - con relativi orecchini infilati su entrambe le orecchie (10), e il ciondolo a stella che ho già nominato. Finisco come sempre sui capelli, tirati su apparentemente a casaccio da un mollettone (13), in realtà ogni singola piega di ogni singola ciocca è stata studiata e progettata da un gruppo di ingegneri nasa, compresa la piccola clip tempestata di brillantini sulla sinistra (12). di BettyMoore Collezione: ai confini della realtà , alta moda 08:38 | Plink! | commenti (29) | Home Malvestita #134 Ieri per scelta, oggi per necessità: probabilmente ci rivedremo appena a sera, causa un impegno urgente. Ma vi lascio comunque in ottima compagnia, come potete vedere: la sempre bravissima Tappetta che ormai da un po' non mi spediva disegni e finalmente si è decisa a rifarlo. Ciao a tutti! ![]() di BettyMoore Collezione: mail-vestite, alta moda 07:45 | Plink! | commenti (27) | Home Malvestito #14 Nonostante abbia dei veri pezzi da collezione all'interno del mio quadernino, che aspettano solo di essere riportati sul blog, ho deciso di dedicare la giornata odierna alle mail-vestite. Ecco qui un bellissimo esempio di Aspirante Esperto di Indie Rock, un genere che amo molto. L'autrice di disegno e didascalie è Avvisina.*********
(1)Carnagione pallida con occhiaie da panda (2)Libera barba in libera faccia! Neanche due spuntature qua e là... Il tutto stona con la basetta da Dylan di Beverly Hills. (3)Generica felpa con disegno americano contro il sistema. Acquistata quasi al 100% su Internet, un po' a coprire la pancetta dal vago sapore etilista. (4)Cappuccio della felpa abnorme rispetto alla felpa (5)Pantaloni di velluto a coste marroni. Che starebbero anche bene ma NON su quel nero così diffuso (finiscono per essere l'unica nota di colore), parecchio lisi e ripiegati al fondo; fondo dei pantaloni DISTRUTTO e davvero sporco. (6)Una nota di allegria: Adidas sobrie ma dal funereo color nero. (7) Cuffioni Sony da DJ argentati perennemente alle orecchie. Sembra uno che legge le riviste musicali di tendenza?Io dico di sì! Giudizio?Vuol essere cool ma nun je a fa'! di BettyMoore Collezione: arte povera, maschioni, mail-vestite 15:46 | Plink! | commenti (23) | Home Malvestita #133 Era un po' che aspettavo di mostrarvi questo divertente cartamodello di Coniglione (da cui attendo/pretendo la scansione della nuova pubblicità Oviesse di cui parlava ieri nei commenti). Quasi dimenticavo: anche la pregevole descrizione, ovviamente, è opera sua. ****************
Di sicuro la ragazza in questione non passava inosservata. Erano le nove di mattina. Era una ragazza matura ma dalla bella linea, snella, le gambe magre, le spalle minute come non ne fanno più. Colpiva per l'incredibile mescolanza tra principessa della danza e regina delle nevi. Cercando di non farmi notare l'ho squadrata a lungo. Era mezza nuda, molto abbronzata. Una bella donna anche se non più nel fiore della giovinezza.Partendo dall'alto: i capelli lisci e setosi le coprivano la fronte con una gran frangetta. Il volto gradevole, da ragazzina, invisibilmente truccato e decisamente abbronzato (ad aprile?) lasciava intuire dalle piccole rughe e dalla leggera decadenza delle guance un età un po' troppo elevata per certi abitini succinti. In ogni caso sopra i trenta e direi sotto i quaranta. Aveva un fisico notevole e giovanile, un po' troppo magro. L'ho osservata a lungo di spalle, anche se riporto la parte frontale. Indossava un vestitino grigio tuta, molto scollato, con delle cuciture nel senso della lunghezza, dal taglio irregolare. Un tessuto simile a una felpina e coi bordi inferiori un po' frastagliati. Nella vista anteriore colpiva la profondissima scollatura che non lasciava affatto all'immaginazione il seno abbronzato, un po' cadente, pesante e ampio in confronto alla magrezza della silouette. Niente reggiseno. E incredibile sopra questo seno maturo (e interessante per il mio lato maschio non ancora del tutto sedato dagli acciacchi) il vestito era incrostato di una decorazione enorme, sbrilluccicante, ramificata. Una specie di rappresentazione arborea fatta di lustrini, o brillantini. Non me ne intendo. Ma luccicava parecchio. A enfatizzare l'effetto ballerina dei sogni indossava un coprispalle bianco, di maglina. Che copriva le braccia e la schiena solo sulle scapole. Un maglioncino intimista che ricordava molto quei capetti che indossano le ballerine classiche sopra il body. Le maniche terminavano, meraviglia, in un'ampia svasatura che era anticipata, su uno degli arti, da un ampio bracciale un po' di stile etnico. Sì, portato sopra la manica. Tipo una polsiera di metallo e pelle (mi pare) di colore brunito. Sempre per compiacere lo stile ballerina da sotto il vestitino grigio emergeva, con mio grande stupore, del tulle. Sì, delle gran volute di tulle candido e vaporoso. Di lì se ne partivano due gambette notevoli, senza calze che terminavano nel capolavoro. Cioè quella cosa che proprio non c'azzecca un cazzo. A dire il vero tutto l'abbigliamento (che insomma poteva apparire gradevole per la finezza del fisico della protagonista, se fossimo stati ad un aperitivo in spiaggia) non c'entrava nulla con l'orario e il posto. Ma riusciva a andare oltre ogni immaginazione indossando due stivali pesanti, invernalissimi, bianchi, imbottiti di pelo che se ne usciva dai risvolti. L'abito leggero, scollato, svolazzante. E ai piedi dei doposci bianco panna, con la suola a carroarmato e la punta stranissima e all'insù, da elfo, da lappone, con una cucitura in mezzo. Degli stivali dal taglio direi etnico, di pelle forse, con l'interno tipo agnello. Incredibili. Composti di parti irregolari unite da evidenti cuciture che culminano in quelle punte che si propongono verso l'altro come il tetto della casa degli gnomi. Veramente un accostamento, per me, inesplicabile. Se poi vogliamo parlare della borsa... Marrone scura. Di tessuto un po' grezzo e pesante. Triangolare con evidenti cuciture in superficie. Sì, triangolare, con una sola bretella. E un pon pon di metallo, tipo quelli dei divani antichi, un nonsocomesichiama con dei ciuffi all'estremità. Una cosa molto ottomana. Altra cosa curiosa una penna nera, forse stilografica, attaccata mediante la clip proprio in mezzo alla scollatura. E aveva uno spolverino bianco (peccato non averlo visto indossato, chissà che sorprese riservava) sotto il braccio. Avrei voluto saperne di più. Chi fosse. Cosa facesse nella vita. Perchè si era vestita così per accompagnare un amica normodotata al prontosoccorso alle nove di mattina. Come si chiamasse. Se fosse sposata. Se avesse uno stylist personale o fosse tutto frutto della propria creatività. Tutto ciò rimarrà un mistero. di BettyMoore Collezione: over 30, mail-vestite 10:22 | Plink! | commenti (12) | Home Malvestita #132 Avevo mai dedicato sedici numeri ad una sola persona? Penso sia un record. E infatti guardate che roba!Ho avuto tempo di appuntare tutti i minimi particolari, perché (come si vede dal disegno) è stata circa due ore nella gioielleria di un centro commerciale a provare e rimirare un anello diamantifero con il fidanzato adorante. La maglietta è una cosa insuperabile, credo di essermi giocata il massimo di kitsch concepibile per un capo di abbigliamento. Già meriterebbero le cuciture a vista, il colorino verde oliva smorto e soprattutto le maniche arricciate (1), ma il disegno davanti è qualcosa di fenomenale. L'ho riportato a lato per farvelo meglio ammirare. Abbiamo: - una F alata, tutta ricoperta di brillantini dorati luccicanti (2); - un cuore a più strati sovrapposti di lustrini dorati da cui parte una vera catenella d'oro (!!!) che si congiunge ad una V sotto alla F (3); - simboli e scudetti con inserti dorati, tra cui spicca lo scudo crociato della Democrazia Cristiana (4); - la marca (credo) World Star in corsivo, cubitale, sempre tutta ricoperta di brillantini dorati (5). Potrei anche chiudere qui, ma il bello è che non è finita! Prendetevi pure una pausa prima di ricominciare. Allora, i jeans. Sono shorts, come vuole l'ultima moda, sul davanti decorati da una vistosa e nettissima scoloritura a centro coscia (6), nonché da uno spacco con bottoni (7). Sul retro, invece, da queste tasche con chiusura diagonale, bicolore (8), e la netta scoloritura uniforme lungo tutta la metà inferiore (9). Il tutto sorretto da una bella cintura di pelle verde petrolio con fibia argentata decorata da una strana bandiera rosso-oro (10 - troppe cose insieme?). Belli anche gli stivali, seppur fin troppo semplici per lei: verde petrolio in pendant con la cintura, con un basso tacchetto marrone (11). La borsetta è una piccola Louis Vuitton ovviamente tarocca (12). E veniamo agli accessori: al polso destro indossa un orologio padellone tipo Brail, Sector, quelle robe lì (13). Molto più notevoli gli occhiali da sole (14) con lenti marroni, e una bellissima stanghetta d'acciaio intarsiato da strani svirgoli. Molto carina la micro molletta in cima alla testa (15). Il taglio di capelli è bellissimo: nel disegno non rende, ma è pari pari, uguale uguale a quello di Lori del Santo, una cosa terribile con le estension biondicce e stoppacciose anni '80 (16). Finito! Non mi sembra vero. di BettyMoore Collezione: ai confini della realtà 09:32 | Plink! | commenti (32) | Home Le scarpe col velcro Da un po’ di tempo, quando entro in un negozio di scarpe, provo una strana sensazione di dejavù. Non so voi ma io questa moda delle scarpe con lo strappo credevo d’essermela lasciata alle spalle in quinta elementare. Certo nel reparto bambini non sono mai scomparse, se ne trovano da sempre, le scarpine di barbie (versione chic; le bratz: versione coatta) con lo strappo per lei e le scarpine di dragon ball (versione intellettuale; i buzzurri del wrestling: versione coatta) con lo strappo per lui. Ok. Ma nel reparto adulti, invece, mah, forse sono io che ho problemi di memoria, tutto sto popo’ di strappi mi sembra un inquietante nuovissimo fenomeno. Come è tipico in questi casi, e in questo caso in particolare, vediamo spuntare lo strappo ai piedi di persone che fino a pochi mesi fa, se gli proponevi di indossare una cosa del genere, “ahò macche che te sembro un pischello io?”, ti andava bene se non ti menavano. E come dargli torto poverini, lo strappo era esclusiva di un mondo fatto di emarginazione e miseria (sarà che i resti di magazzino della gloriosa american eagle, resti risalenti alla metà degli ottanta, erano arrivati a scambiarli nelle bancarelle in cambio di perline colorate) – di immigrati clandestini e di barboni e di quella tizia gobba e sciancata sotto casa mia che dà da mangiare ai piccioni – no dico ma vi sembra una cosa accettabile? No, appunto, fino a qualche mese fa, per niente.Poi, puff!, com’è successo (e cito solo il caso più recente) per la rivalutazione dei pantaloni strettissimi sul popò (roba che cinque anni fa la stragrande maggioranza delle novelle strettone sul culone solo a pensarci si sarebbe impiccata con le mutande contenitive), ecco quindi che improvvisamente tutte le maggiori marche che corrono a riciclare vecchi obsoleti modelli buttando via i lacci – bleah! – aggiungendo uno due tre quattro strappi a non finire. Ed ecco una scarpa nuovissima! E con il brand bene in vista stampato sullo strappo, ovviamente. Un fenomeno questo dello strappo, vi prego di notarlo, che si accompagna ed è intimamente legato alla rivalutazione della scarpa da ginnastica con linea essenziale, senza fronzoli, bassa, di colore bianco candido, con suola piatta e tessuto preferibilmente “a cerotto” (non so quale sia il nome tecnico, ma avete capito, quello coi buchini). Ed ecco quindi che Nike e Adidas in testa lanciano due modelli storici in versione omino bianco e strappi, modelli che così a occhio, mi sembra siano quelli che vanno per la maggiore. Ma non solo Nike e Adidas, anche le marche più insulse, anche quelle che fanno le scarpine anatomiche quelle che sembrano fatte per centometristi (vedi disegno sopra, un modello della Gucci), quelle con la scritta Italia sul fianco, anche quelle vengono riciclate e adattate alla nuova moda dello strappo. E anche questa della scarpetta incertottata bianco pecorella, è una roba che se due mesi fa gliela proponevi al coatto di prima, “ahò mo’ stai a esagerà”, meglio lasciar perdere. E invece oggi e domani, questa estate sul lungo mare a passeggiare per marocchini (“amò te piace sta collanina?”) con la fidanzata rigorosamente zatteronata, eccolo là il nostro coatto, che sta attentissimo e si ferma ogni due secondi che un granello di sabbia gli è finito sulla Adidas immacolata (“mortacci!”).
di BettyMoore Collezione: chiacchiericci vari 14:55 | Plink! | commenti (29) | Home Malvestita #131Io non capisco, a che età le femmine incominciano a ritenere accettabile lo stile savana? Sono sicura che al 99% di ragazze dai 13 ai 30 (ai 40, forse) l'idea anche lontana del leopardato fa venire i brividi (l'1% di depravate mentali, purtroppo, esiste sempre). Dopo una certa età, però, questa percentuale sale pericolosamente. Ma perché? La malvestita di oggi, incontrata al mio bar preferito, superava qualsiasi limite del buongusto: abbinata a due tette non indifferenti, sorrette da chissà quali tiranti industrali, indossava una canotta attillata (1) che meriterebbe due pagine di descrizione: la versione semplice, con la stampa giraffata e nessun altro fronzolo, probabilmente le sembrava troppo sobria. Quindi sopra ha deciso di applicare delle specie di adesivi floreali lievemente brillantinati per rendere il tutto più interessante. Di una raffinatezza unica. Non male (per restare in tema) la borsetta di vera pelliccia, estivissima devo dire, con fantasia questa volta leopardata (5). I pantaloni bianchi (2), l'avrete capito ormai, li detesto, soprattutto quando hanno un taglio elegante (sportivi li tollero) e in tessuto stretch. Non trovate anche voi che abbiano il potere di rendere tutto più burino? In questo caso sono particolarmente brutti perché attillati sul culetto moscio, e sulla pancia che sporge pericolosamente a rotolino dall'elastico in vita. Altro orrore: le scarpe (3). Bordeaux, tutte a rilievi tipo pelle di coccodrillo, con false cuciture nere lungo i bordi, e sul retro questa splendida targa d'argento a mò di epitaffio funebre (4). Altri tocchi di sciccheria niente male sono l'immancabile braccialettazzo sferragliante alla Paola Perego (6) e gli occhiali di plastica comprati al discount con brillantini in posizioni strategiche (7). L'orrido taglio di capelli (9) mi fa venire la nausea per quante volte l'ho visto: gonfio sopra con quattro peli che spuntano da sotto. Da notare il colore, non lo vedevo più da anni, ma andava un sacco di moda alla fine degli anni '90. All'epoca si chiamava Prugna (ricordate?) e, nonostante l'allure da sciampista ultrasettantenne di provincia, imperversava sia tra le giovanissime, sia tra le donne mature che volevano farci le ragazzine. Fortuna che è quasi scomparso. Quasi dimenticavo: come non parlare del colorito marroncino necrotico della pelle(8)? Quella carnagione tipica delle donne lampadate da decenni, alla Stefania Nobile, per capirsi, con la pelle cuoiosa, che sembra stia per decomporsi da un momento all'altro. La peggiore pubblicità possibile ai lettini abbronzanti. di BettyMoore Collezione: over 50, alta moda 09:26 | Plink! | commenti (22) | Home Malvestita #130 Non posso fare a meno di proporvi la malvestita che ho incontrato venerdì pomeriggio al cinema con tanto di mega cesto di pop-corn a tema col film (5 - il codice da Vinci).Era seduta nella fila dietro a me e già prima di vederla mi ero accorta della sua esistenza a causa dei monologhi che ha sottoposto al - credo - fidanzato per tutta la durata dei trailer: "Cioè, guarda, io i vangeli apocrifi li ho letti ed è vero! La Maddalena era sposata con Gesuccristo, cioè, praticamente la chiesa ci ha nascosto tutto, capisci?" "Cioè, ma tu lo sai che praticamente la religione cristiana se l'è invetata Costantino nel trecento dopo cristo? Ma no, che hai capito, Costantino l'imperatore! Cioè, ma ti rendi conto? Trecento anni dopo! Che storia ragà" e altre simili perle di saggezza che avevano l'unico scopo di rivelare in anticipo tutti gli scoop del film a mezza sala. Alla fine non ho potuto fare a meno di girarmi a sbirciarla: orrore! ma è una persecuzione? Da più di un anno non vedevo in giro questi pantaloni deformi con il cavallo ad altezza ginocchio (2), e in sole due settimane li ho incontrati due volte. Supende le fasce elasticizzate multicolore bandiera della pace sui polpacci (3). Le scarpe sono tipo ballerine (4), di pelle nera opaca, con una fascia elasticizzata bicolore bianca - bordeaux di stoffa che le passa da parte a parte. Non avrei nulla da ridire sulla canottierina lilla smorto con doppie spalline (1), non fosse per l'ascella al naturale scoperta, ad esibire fiera i suoi lunghi peli ricciolini ad ogni alzata di braccio (6), particolare che la insignisce seduta stante del titolo "regina delle fricchettone 2006". Finale sobrio sui capelli raccolti finto spettinati (8), e occhiali da vista rettangolari (7). UPDATE: Inizialmente a questo post era abbinato un quiz che consisteva nell'indovinare una citazione dai Vangeli Apocrifi (in tema - si fa per dire - con Dan Brown). Mi spiace annunciarvi che il quiz è stato annullato. Mi sono arrivate due risposte in mail nel giro di dieci minuti, tutte e due a non meno di dieci minuti dalla pubblicazione del post. Mica lo sapevo io che i vangeli apcrifi sono pubblicati interamente su wikipedia! E vabè, così sono capaci tutti (e poi mi tocca spendere sei miliardi in premi). Chiedo scusa a Serena e Coniglio Rosa (maledette furbette), ringraziandole comunque per aver partecipato. Al prossimo quiz! di BettyMoore Collezione: arte povera 12:27 | Plink! | commenti (41) | Home Malvestita #129Non ho ben capito se il suo intento era quello di essere originale, o quello di essere alla moda, o quello di essere alla moda con originalità. Comunque sia, il risultato è disastroso: sembra una studentessa fuori corso del dams. Sopra indossa una giacca doppiopetto di lana grigia marca Smile (1), con tanto di faccetta gialla sulla sulla tetta sinistra. Ignoro se esista davvero, o se si tratti di una marca più famosa che ha assunto qualche stilista all'avanguardia, o ancora se sia lei stessa la stilista. Può essere, ora che ci penso. Si spiegherebbero i capelli cortissimi da creativa (8 - lei è una che non può avere preoccupazioni come pettinarsi e asciugarsi col phon) e gli occhiali da vista con montatura bianca tipo Enrico Ruggeri prima maniera (7). Su questi ultimi, però, tradisce la sua volontà modaiola: sono di Versace. E' di marca anche la borsa di pelle (5): una Balenciaga dell'anno scorso (lo so perché una mia amica ce l'ha uguale), o forse un tarocco ben fatto. Purtroppo non posso mostrarvi i particolari perché non ho avuto tempo di appuntarli. Bellissima la gonna (2): di jeans a balze. La parola jeans (tessuto rigido, spesso, poco malleabile) assieme alla parola balze, lo so, crea un bell'ossimoro. Tant'è, così era fatta. Una specie di Olivia Newton John paninara. Prego notare la maleodoranza delle scarpe (4) che sono indossate rigorosamente senza calzini: che schifo, mammamia, ma davvero il desiderio di questa gente è sacrificare l'igiene e anche la comodità dei propri piedi, piuttosto di non veder spuntare un minuscolo calzino sulla caviglia? Per tornare al modello, anche il colore delle scarpe è notevole: tutte argentate con suola e linguetta rosa shocking. Ultimi due particolari ancora non analizzati: 3- la maglia che spunta dalla giacca: fondo nero e macchie indistinte di colori che prendono tutto lo spettro del visibile (e potrei scommettere che ci fosse anche qualcosina di infrarosso); 6- gli orecchini, strambissimi. Una catena a cinque maglie aperte alternante plastica nera a oro (finto), che termina con una grossa palla dorata. Inguardabili. di BettyMoore Collezione: ai confini della realtà , over 30 08:38 | Plink! | commenti (31) | Home Malvestite #127 e 128 Paola è diventata ormai una collaboratrice fissa delle Malvestite. Qualche tempo fa mi ha spedito questi due splendidi esemplari. ![]() ![]() di BettyMoore Collezione: ai confini della realtà , mail-vestite 14:46 | Plink! | commenti (12) | Home Malvageddon #2: Angel Devil Nota: ho deciso di ribattezzare i reportage (il primo a proposito di Monella Vagabonda) su queste marche che, secondo me, sono i veri segni dell'imminente apocalisse (altro che pioggia di rane), come leggete sopra: Malvageddon. Stavolta ho voluto indagare sugli oscuri trascorsi di una marca che da soli due anni pubblicizza i suoi (orridi) capi in televisione e che, a differenza di Monella Vagabonda, un minimo di successo distributivo l’ha avuto, soprattutto sugli under 16: vi sarà capitato sicuramente di vedere in giro jeans con le ali stampate sulle chiappe, scritte gotiche cubitali recitanti versi della divina commedia (il sogno di ogni professore di liceo: adesso anche l’alunna burina saprà a memoria qualche terzina; non c'è che da aspettarsi un remix discotecaro del De vulgari eloquentia) e coattume dal sapore dark addosso a maschioni con sguardo penetrante e fanciulle agghindate da regine del sadomaso. Sono i vestiti della Angel Devil. Dal sito: Contrasti e opposti che si cercano, si uniscono… L’abbigliamento Angel Devil veste l’uomo che cede alla tentazione di essere eterno. Vissuto nel cuore, vintage nell’anima. Vissuto nel cuore? Vintage nell’anima?! E ancora, da una dichiarazione del tizio che ha girato lo spot della Angel Devil: L'ideale maschile di Angel-Devil sarà un mefistofelico spirito celeste, un uomo che prende a prestito le piume di un'anima alata per tentare, incuriosire, peccare. Sarà un vero e proprio Angelo decaduto. Uno spirito elevato fatto di citazioni meccaniche e richiami assolutamente contemporanei. Ma che roba è? Sembra l’esegesi di una poesia di Kurt Cobain fatta da uno studente scemo di quarta ginnasio. Passiamo alla storia. Mentre stavo cercando informazioni e dettagli, credevo di trovarmi dentro ad un dejavù: potrei tranquillamente fare un copia-incolla di ciò che ho scritto su Monella Vagabonda, cambiando qualche nome e qualche data. Sono veramente tanti i punti in comune tra le due marche: - entrambe sono originarie della provincia di Bari, in Puglia (Monella Vagabonda di Barletta, Angel Devil di Andria); - entrambe hanno alle spalle un’azienda che lavora nel settore tessile da diversi decenni producendo capi per conto di grandi-marche; - in entrambi i casi suddette aziende, proprio nel momento in cui il settore tessile entra in crisi (anni 2003/2005), decidono stranamente di lanciare sul mercato un nuovo brand; - entrambe producono capi rigorosamente Made in Italy (almeno a quanto dicono), cercando però di mantenere piuttosto bassi i prezzi; - entrambe puntano su un mercato di giovanissime. Riguardo l’ultimo punto, è interessante notare la differenza fra le due strategie di marketing: Monella Vagabonda cerca di propagarsi clandestinamente tramite i vipparoli scarsi, invece Angel Devil si presenta in tv con dei veri e propri spot all’interno di programmi d’altissimo contenuto culturale quali: Grande Fratello, La talpa, Top of the Pops, Distraction. Proprio in quest’ultimo programma mi è capitato di vedere il mio primo spot. E’ stato divertente scoprire che uno dei due modelli (quello diabolico, mi sa) era nientepopodimenoche Livio Beshir - chiii?! – ma sì, dai, uno dei ragazzi di Rai Futura – cooosaaa?! – vabbè no, niente, giusto, come non detto*. Per finire, un’ultima notizia sulla “mente imprenditoriale creativa” (lo dice lui: nel senso che si prende tutta la colpa credo) dietro la Angel Devil: Riccardo Fusiello si chiama, era candidato al consiglio comunale di Andria nelle fila di forzaitalia. Ha perso, poverino, ma adesso si rifarà, ci scommetto. *Anzi, ho cambiato idea e ve lo dico: avete presente il canale satellitare per cui lavora Giulia Blasi? Ecco, quello che scandisce tutte le parole perfettamente tipo corso di dizione di Valeria Marini, quello. Update: se anche voi inorridite all'idea di vedere le strade popolarsi di orribili ginocchia scoperte, quest'estate, potete fare un salto su grazia dove ho postato una cosina in merito all'argomento. di BettyMoore Collezione: semo bburini, chiacchiericci vari 16:58 | Plink! | commenti (53) | Home Malvestita #126Non male come si è agghindata questa, eh? E vi assicuro che dal vivo faceva ancora più effetto. Devo dire che l'Afro-burinaggine raggiunge dei livelli impensabili per noi povere coattelle palliducce. Le parure di gioielli, per esempio, sono delle cose che mi lasciano ogni volta sbalordita. A questa, per dire, mancava solo il catenone con il simbolo del dollaro, ed era una perfetta P. Diddy al femminile. Al collo ha una specie di CD primitivo (11), ossia un medaglione di argento grezzo tutto a bozzi con un buco in mezzo, che a occhio e croce sarà pesato 1Kg. Meno vistoso ma più divertente, il cellulare (12) che penzola poco sotto sorretto da una catena di perline d'acciaio. Ma come le sarà venuto in mente? Al braccio ha una specie di enorme anfora d'oro (9), due pezzi inseparabili, anch'essa immagino pesantissima, in parure - notare la finezza - con un anello identico (10). Annoverabile tra i gioielli, la sottile cintura con gemme romboidali di vero diamante (13). I gioielli purtroppo sono finiti, ma il bello deve ancora arrivare. Quello che indossa sembrerebbe un due pezzi di qualche strana tuta alla moda. Il sopra è una maglia assimmetrica: a destra (1) ha rincagnato tutta la stoffa attorno alla spalla per arieggiare l'ascella, mentre a sinistra ci troviamo di fronte ad una bellissima manica a pipistrello (v. i rimborsi in zona 2), tirata giù giù giù per farci ammirare la spallina di lattice trasparente del reggiseno. Tra parentesi, i reggiseni con le spalline in lattice sono uno degli abomini più grandi nella storia dell'intimo: ma non è molto più dignitosa (e sensuale) una semplice spallina nera filiforme? Il sotto, no, non è un sacco della spazzatura con due buchi per le gambe, sono davvero dei pantaloni (3). Ricordo di averne visti diversi esemplari l'anno scorso, ma non mi pare abbiano avuto molto successo. E ci credo, sono inguardabili! Si fa più bella figura ad andare in giro con l'asciugamano a fiorellini del bidet annodato in vita. Per esaltare la coattaggine gli stivaletti da pugile sono indispensabili. Questi sono della Puma, in pelle nera e bianca e vengono indossati - come vuole la moda fristàila - semi slacciati (5) con infilati dentro un paio di tubolari pesantissimi (4) arrotolati sei volte a creare questo splendido effetto piede con la gotta. Sul retro il modello presenta questa utilissima propaggine della suola (6 - davvero, non si sa mai che possa tornare utile) che sale su fino al tendine di achille. Lo stile fristàila è confermato anche dalla visiera di lana viola della Rizla (14), sormontata da un paio di occhiali neri il cui scopo è meramente decorativo (15). Notate poi i lunghi dreadlocks spettinati (16), sobriamente tinteggiati in una tonalità che sta tra il bordeaux metallizzato e il colore di quel concime che si chiama Sangue di Bue. Il pezzo più incomprensibile, comunque, resta la borsa, perché non c'entre veramente un cavolo, né coi colori, né con lo stile dell'abbigliamento. Di ciniglia marrone con manico in pelle (7), ha sul davanti una ricca decorazione etnica di sassolini, piume e borchiette. Davvero inspiegabile. di BettyMoore Collezione: ai confini della realtà , semo bburini 18:55 | Plink! | commenti (37) | Home Vim #6 - DolceneraEra un bel po' di tempo che speravo di coglierla in flagrante, ed eccola qua, finalmente, dritta dritta da top of the pops al mio quaderno degli appunti: la malvestita più malvestita tra le cantanti, miss rana dalla bocca larga Dolcenera! In una delle sue giornate più sobrie, devo dire. Ma merita ugualmente un'ampia descrizione. La prima cosa che salta agli occhi è l'abbinamento da angina pectoris blu scuro - nero. Capisco perfettamente che la signorina voglia farci l'originale a tutti i costi, e in effetti il suo abbigliamento sembra urlare da ogni angolino "Sono una creativa! Sono una creativa!", ma un conto è l'originalità, un conto è la totale insensibilità cromatica. Il maglione blu navy (1) è una cosa slabbratissima, tutta penzolante, oversize per aumentare l'effetto cucciola indifesa, uno dei due poli tra cui oscilla la sua personalità (l'altro polo è: femmina oscura e molto fica con risvolti roarr aggressivi, sottolineato dai frequenti ruggiti che emette quando canta, volevo dire, quando urla, volevo dire, quando sbraita le sue canzoni). Notate come lascia sapientemente cascare la manica oltre la spalla (2) per mettere in evidenza la spallina della canottiera rossa scolorita che aveva sotto (3), molto sexy. Poi ci sono, appunto, i pantaloni, dei jeans neri (5) la cui larghezza non fa altro che accentuare la dote principale di Dolcenera: la gamba corta (sembra che la ragazza s'impegni al massimo per far vedere al mondo quant'è tappa). Interessanti le decorazioni sul davanti e anche sul retro (purtroppo queste ultime solo intraviste). Una fila di rivetti in acciaio lucido che contorna la tasca (6) e una specie di chiusura lampo con diamanti (non si spiega altrimenti l'estrema sbriluccicanza), in centro alla tasca stessa (7), la cui utilità è ancora tutta da scoprire. I jeans sono sorretti da una cintura di pelle nera con doppia fila di borchie (12) che effettivamente sarebbe stata troppo banale messa lì così, senza arte ne parte. E allora ecco il tocco da vera creativa: la fibbia è posizionata ad altezza culo. Così sì che sei un'artista, baby. Accessori di indubbia rilevanza sono: la fascia di pelle borchiata sul polso destro (9) e un anello di plastica nera con inserto di brillanti (10) indossato sul pollice, certamente scomodissimo per suonare il pianoforte, vista la dimensione, ma si sa che per un artista lo stile viene prima di ogni altra cosa (e che stile). Immancabile la cravatta (4), la indossa quasi sempre, probabilmente spera di farla diventare il suo marchio d'inconfondibile originalità (è la prima cosa che viene in mente a qualsiasi femmina banale per cercare di farci l'originale: ma non l'ha ancora capito nessuno che la cravatta ha smesso di essere trasgressiva più o meno negli anni '80 quando ha iniziato ad indossarla Billie Joe dei Green Day?). Certo, se continua a scegliere modelli simili: di raso lucido (e già qui ci sta un bel: bleargh!) a righe oblique multicolore tra cui ho distinto sicuramente il bianco, il rosso, il rosa (rosso e rosa! Ma non bastavano blu e nero?) il viola e l'azzurro, ma potrei giurare che non fossero finiti. Il nodo doppio esprime alla massima potenza la sua anima da burinaccia. Questo è Dolcenera: la burinaggine applicata allo stile alternativo. Se poi volete obbiettarmi che lo stile alternativo è intrinsecamente burino di per se, beh, vi dico che sono d'accordo. Le scarpe (8) purtroppo non sono pervenute: ho solo intravisto che erano di pelle bordeaux con lacci, ma non ho capito il modello. Già così, comunque, direi che non sono male. Ed eccoci dunque alla chioma (11): il taglio è la ricrescita del suo tipico caschetto scalato finto arruffato maledetto che fa molto artista, con la consueta tintura nera. Ah, la pelle non ho dimenticato di colorarla: avete presente tutti la sua carnagione funerea, no? Evita appositamente i bagni di sole per meglio far risaltare il trucco mimetico da tempi d'oro di Leopoldo Mastelloni con cui si impiastriccia regolarmente il viso: sabato aveva un rossetto mattone sull'enorme bocca da Joker e i soliti dieci centimetri di Kajal nero sulle palpebre. di BettyMoore Collezione: ai confini della realtà , semo bburini, very important malvestite 09:26 | Plink! | commenti (191) | Home Malvestite #124 e 125 Oggi online due simpatici disegni di Cristina ritraenti una coppia di studentesse universitarie del polo veneziano. Datate alle ultime propaggini di inverno, come si evince da giubbotti e cappottini, mi pareva fosse l'ultima occasione utile per farvele ammirare. La prima interpreta alla perfezione lo stile extralarge boscaiolo chic. ![]() La seconda, invece, è più fricchettone andante, con tanto di spillette a sfondo politico e immancabile sciarpina gonfia. ![]() di BettyMoore Collezione: arte povera, mail-vestite 09:03 | Plink! | commenti (28) | Home Malvestita #123Quella di oggi è una tipica Malvestita da accessorio, una di quelle femmine che se avesse dimenticato a casa tutto il contorno non sarebbe stata malvestita per niente. Indossa infatti dei normalissimi jeans, con una ancor più normale maglietta bianca. E' tutto intorno che c'è il delirio di coattaggine. In primis la borsa, della D&G: lavorata in pelle, la sacca è color beige, mentre il manico (1) e due specie di rinforzi con cinghia sul davanti (2) sono marroni. Vi prego di ammirare, sui rinforzi stessi, le due patacche in oro - il rilievo è di almeno un centimetro e mezzo - riproducenti le iniziali della nota marca. Al secondo posto direi che c'è la cintura (3): larga di pelle marrone, ha una particolare decorazione a spirali su tutta la lunghezza: le borchiette che formano le spirali sono delle palline dorate, mentre la pallona che vedete al centro altro non è che un'enorme pietra simil diamante a taglio ottagonale iper sbriluccicante. Le scarpe (4) sono una cosa orrenda, bruttissimo modello davvero, sembrano le ciabatte di Aladino, fatte con la stessa pelle marrone di borsa e cintura (ammiriamo la sagacia del pendant), sono a punta senza tacco (bleaaaah), con lo scollo elasticizzato che fa le pieghette. Da spararle seduta stante. Altri tocchi di classe sono: il braccialettazzo di piastre d'acciaio (5), e il fine fermacapelli di diamanti (9) che riprende la decorazione sulla cintura. Notare, poi, il naturalissimo colore biondo platino quasi grigio della chioma (8). Finisco in bellezza sul viso: due dita di fondotinta con stacco sul collo pallido (6) e occhiali da vista bicolore (7 - bianchi con stanghetta nera) della Dolce & Gabbana, la marca scritta a chiare lettere sul fianco. di BettyMoore Collezione: le regine del pendant, over 30 08:35 | Plink! | commenti (24) | Home Malvestita #122Da una segnalazione di Asya (suo il bellissimo disegno) che pubblico con il consueto ritardo (scusatemi tutti, ma me ne arrivano ogni giorno di nuove: è proprio vero che il mondo è invaso dalle malvestite!) Stupenda felpa sportiva nera della Baci & Abbracci (1), una marca a cui dovrò prima o poi dedicare una delle mie monografie speciali: a differenza della Monella Vagabonda, questa spopola sia tra le femmine che tra i maschi, reagalandoci dei veri Bijoux. Sotto alla felpa indossa una deliziosa maglia bianco latte di maglina (4), con fini decorazioni rosa pastello. I jeans alla pescatora (2) sono di un trash veramente unico: ma dove li ha trovati? Se sono firmati come la felpa e la cintura D&G (3 - notare la fibbia dorata), devono anche esserle costati parecchio... mammamia che coraggio ad indossarli: tutte quelle decorazioni floreali sparse a casaccio e quelle cuciture nere, la cui utilità è ancora tutta da scoprire, li rendono davvero inguardabili. La parte che preferisco, anche se non può competere in bruttezza con i jeans, sono i texani bianchi (6), segno indiscutibile di tamarraggine (non mi stancherò mai di ripeterlo) anche quando indossati in solitaria su di un abbigliamento sobrio. Fra stivali e jeans spuntano queste belle calze scure non coprenti con delle decorazioni tipo mattoncini di lego neri davvero orrende (5). Mi piace finire i miei post sulla testa, che spesso nasconde tesori impensabili: qui, un delirio di meches multicolori (7) e un paio di orecchini di pallette* colorate non meglio definibili. *in un vecchisimo post qualcuno mi fece notare che si scrive paillettes e non pallette. Il problema è che io non intendo dire "lustrini" ma proprio "oggetti piccoli e buffi dalla forma sferica" per cui ritengo che il termine "pallette" sia più che adatto. di BettyMoore Collezione: mi piace il jeans, cow girls, mail-vestite 16:05 | Plink! | commenti (25) | Home Malvestitina #7Penso di aver incontrato il grado estremo dell’abominio, in quanto ad abbigliamento infantile. Guardate tutti ed inorridite insieme a me. Non si può far altro, di fronte ad una simile immagine. Dico subito l’età, per togliervi da subito ogni speranza: no, non era una sedicenne bassetta, aveva al massimo sei anni (io gliene davo cinque, ma ne aggiungo uno in fiducia). Guardate come la madre la educa sin da piccola ai sacrifici dell’eleganza ed alla scomodità dell’esser vera femmina. La giacchetta sado-maso (1), con allacciature a cinghie sul davanti, è di pelle bianca, segno distintivo mondiale della burinaggine, per insegnarle sin da piccola la differenza fra raffinatezza e volgarità. Orribile la gonna, sicuramente cucita da un sarto cieco: un pezzo di stoffa arancione con una tasca di jeans (3), un altro pezzo speculare (2 - di jeans con la tasca arancione) che si sovrappone in modo strano alla gonna, e una terza parte di contorno in velluto a coste ecrù (4). Brrr. Ok, ok, arrivo alla vera parte da denuncia: gli stivali (5). Ci dovete credere, avevano il tacco (6)! A banana, per di più. E la punta davanti! Ma come si fa? Ma glielo rovini, il piede, a quella povera creatura. Ma quale madre snaturata può mettere i tacchi ad una bambina in fase di sviluppo? Non che brillino in buon gusto poi (ma questo è secondario: il tacco!!): tutti lustrinati in rosa chiaro, con delle decorazioni stile texano rosa più scuro. Una cosa inguardabile, il cattivo gusto fatto stivale. E tra i capelli, questo piccolo tocco di vera infanzia, inutilmente messo lì, forse per far capire al mondo che quella era davvero una bambina, non un mostro in fieri: la clip rosa con i fiorellini (7). Io comunque sto ancora tremando d’orrore. di BettyMoore Collezione: infanzia perduta, cow girls 11:34 | Plink! | commenti (21) | Home Malvestita #121Ecco cosa succede a voler essere originali a tutti i costi, un disastro completo. Quanti colori riuscite ad individuare all'interno di questo disegno? E' una bella sfida, adesso vi aiuto. La blusa di tessuto trasparente è color marroncino diarrea (1), con delle simpatiche decorazioni floreali sul bianco. Scollatura e maniche sono chiuse da dei graziosi laccetti di raso lilla (2), come una vera Barbie regina delle ballerine. Che avesse aspirazioni danzerine, comunque, si capiva già dalle scarpe (6), che vi assicuro, non sono affatto normali. Si tratta di quelle calzature che indossano le ballerine, sapete, quelle cose di pelle leggera, con la suola di cartone (v. qua - in realtà nei commenti mi dicono che sono delle Camper),... Sono nere e fermate sul collo del piede da una larga fascia elastica viola. E' palese che ci troviamo davanti a una giovine appena uscita da una lezione di danza jazz, al cui corso ha aderito dopo essere rimasta affascinata dalla bravura (chiamiamola bravura) di Raffaele Tizzano (uno degli amici di Maria). Ok, vuoi fare la figa che vai a un corso di danza jazz, va bene, ma dico io, almeno per salire sull'autobus cambiati! Anche i collant (5) sono rimasti gli stessi della lezione, purtroppo. Un colore che non si nota proprio per niente: rosa fucsia. E per farli meglio notare, indossa una cortissima minigonna di jeans (3). Il pezzo più brutto, comunque, è la giacca che tiene al braccio. Quanto avrei pagato per vedergliela indosso. Notate la texture quadrettata? Non era una stampa, erano dei veri e propri quadretti coi bordi in rilievo; lo stesso tessuto pari pari, identico identico a quello degli asciugamani degli alberghi: avete presente quel cotone con i ricalchi? Ecco. E' sicuramente da una di quelle salviette che ha ricavato lo splendido capo. Anche qui abbiamo un colore che evidenzia la sobrietà dei suoi gusti: azzurro fosforescente. L'ultimo colore della mise lo troviamo nella borsa a ferro da stiro (8), di pelle bordeaux della Puma. di BettyMoore Collezione: le regine del pendant 18:58 | Plink! | commenti (25) | Home Malvestita #120Malvestita della domenica incontrata al bar giusto stamattina, fresca fresca per voi. S'aggirava tra paste e cornetti con arie da gran riccona, giustificate per quanto riguarda la borsetta (4): una Gucci di tela, con inserti in pelle super borchiata e fibie di veri diamanti, fatta penzolare con disinvoltura dal polso. E anche gli occhiali (8), tre o quattro misure più grandi, alla Audrey Hepburn, mal abbinati però all'espressione facciale da vera buzzicona. Vi prego, quest'estate non fatevi vedere in giro con dei pantaloni simili (2). Ho capito che vanno di moda i pinocchietti, ho capito anche che va di moda il tessuto a quadri, ma che senso hanno quei rigonfiamenti da gentiluomo tardo settecento? Fidatevi: tra qualche anno ve ne vergognereste. Mi sono piaciute, poi, le stretture con piegoline (3) ad altezza ginocchio, adattissime a bloccare completamente la circolazione in tutta la parte bassa della gamba. Soffermiamoci sulle scarpe: non sono sandali, non sono sabot, ma non sono neanche scarpe chiuse. A me ste vie di mezzo non sono mai piaciute, ma potrei pure perdonarle se la proprietaria di turno non decidesse di sceglierle tra i modelli più coatti in circolazione: di pelle nera laccata, il tallone (5) è decorato da due file parallele di laccetti ad imitazione di cuciture, il davanti (6) si limita a delle 'sobrie' borchiette di metallo, le quali hanno la doppia funzione di decorazione e areazione per le dita sicuramente sudaticce dei piedi. La maglia (1) è la vera delusione. Una cosa poverissima, triste, brutta, fuori moda, tagliata male senza orli, di tessuto scadente, dalla forma antiestetica, con quell'elasticizzazione a mò di pancera, con delle colpevolissime spiegazzature sparse ovunque, colpevoli perché sono sicura al 100% fossero una precisa scelta stilistica della stessa figona. Finale sul capello tinto nero cotonato scalato (7): questo taglio mi sta facendo venire la nausea, faccio un appello agli hair stylist: lanciate un taglio nuovo, vi prego, sono due anni che non si vede altro in giro! di BettyMoore Collezione: over 30 17:32 | Plink! | commenti (14) | Home Malvaquiz #5 - ok il prezzo è giusto - la vincitrice I prezzi dei capi Monella Vagabonda nella vetrina del negozietto vicino casa sono molto meno esagerati di quanto abbia pensato la maggioranza di voi. Come dire: i vestiti sono delle schifezze, ma per lo meno hanno un prezzo abbordabile (il che forse, ora che ci penso, è peggio perché aumenta la loro potenziale diffusione, almeno all'inizio). Eccoli qua: Maglioncino rosa con fine decorazione romboidale: 40 € Jeans con scoloriture alla moda: 79€ Felpina nera collezione Vip: 36€ Ci sono tre ragazze che sono andate vicine alla soluzione, ma la vincitrice è Gis Gis che ha sparato i seguenti prezzi: 32 euro per il maglione (pochini), 79 per i jeans (esatto!) e 45 per la felpa (stavolta un po' troppi). Per il premio, può contattarmi in qualsiasi momento via mail per farmi avere un indirizzo a cui mandare la preziosissima merce. E non mi venga a dire che rinuncia al premio: tanto lo so benissimo che sotto sotto tutti desideravate questo splendido perizoma. ![]() Complimenti a Gis, e grazie mille a tutti i partecipanti. di BettyMoore Collezione: vinci una malvestita 11:57 | Plink! | commenti (8) | Home Malvageddon #1: Monella Vagabonda Grazie ad un provvidenziale commento di Hoshi mi sono al fin imbattuta nel neonato sito di Monella Vagabonda, ancora manco indicizzato da Google. Andate, andate a vedervelo (qui) e fatevi due risate. La parte che mi ha divertito di più è stata quella dei video, dove potete trovare una splendida clip con interviste ai vipparoli scarsi (Eva Henger e Costantino e chi più ne ha più ne metta)(a dire il vero cito solo loro due, perché gli altri, pur avendo una faccia che mi dice qualcosa - qualcosa del tipo: partecipante ad un reality - non ho idea di come si chiamino). Leggendo le poche pagine del sito, apprendiamo che monella vagabonda è uno stile di moda contemporaneo, fantasioso, colorato. Uno stile che mescola moda e divertimento ma che non disdegna la tradizione dell'eleganza (eleganza?!). Nella pagina intitolata 'Filosofia', troviamo anche un po' di storia: Gielle srl lancia Monella Vagabonda su iniziativa di Luigi Gorgoglione, 'sempre attento alle nuove evoluzioni stilistiche e agli sviluppi della moda (prego non fate commenti sul nome). Dunque, Gielle srl, abbiamo detto? Luigi Gorgoglione? Google mi viene in aiuto con qualche (pochissime a dire il vero) interessante pagina su questi due nomi, che può aiutarci a rispondere degnamente alla domanda secolare: come hanno fatto le magliette di Monella Vagabonda a comparire addosso ai vipparoli più scarsi e prezzemolini della televisione nostrana? Da un articolo che ho trovato online (di tale Ruggiero Cristallo), vengo a sapere che un annetto fa, in piena crisi del settore tessile, un'aziendina di moda pugliese (la Gielle di cui sopra), in controtendenza rispetto a tutte le altre case di produzione che tagliano il personale ed esportano le fabbriche in Cina, decide di restare sul suolo italiano e lanciare una nuova marca per giovanissime, la nostra Monella Vagabonda. Ma scusa, c'hai l'azienda in crisi e speri di risollevarla con le magliette della rana amorfa? Non avrei investito un solo centesimo in una simile idea. Si dà il caso però che tale Gorgoglione sia amico dell'avvocato Marcello D'Onofrio. E chi è costui? Esperto d'economia e debiti aziendali (ha scritto diversi libri in materia, potete consultare qui gli interessantissimi titoli), è consulente di un sitarello di vendite online per cui qualche anno fa ha gestito un asta di beneficenza. All'asta (pezzo forte: una maglietta firmata da Costantino - vi dice niente il nome?) ha invitato diversi Vip, tra cui: lo stesso Costantino, Daniele Interrante, Alessia Ventura, Elena Santarelli, Nina Moric, personaggi che hanno in comune il fatto di essere dei vipparoli scarsi. E sapete come fa il nostro Marcello D'Onofrio a conoscere tutti questi vipparoli? Semplice: è il loro avvocato. Arrivati a questo punto, vi sarà facile capire come lo stesso D'Onofrio abbia raccomandato le orribili magliette ai vipparoli scarsi di cui tutela i diritti, convincendo pure a diventare testimonial di punta della linea femminile una diva del calibro di Eva Henger (per la linea maschile chi avranno scelto, Cesare Previti?) ![]() «La globalizzazione è come un uovo: assai nutriente, ma da maneggiare con cura. Con questa similitudine da saggio orientale potrei chiudere.»Ed è qui, infatti, che si chiude la mia brilante inchiesta (Report mi fa un baffo). Il mistero monella vagabonda è finalmente svelato. di BettyMoore Collezione: chiacchiericci vari 10:44 | Plink! | commenti (39) | Home Malvestita #119 Vi propongo stamattina una vecchia segnalazione della nostra cara Paola, brava come sempre. Approfitto di questo spazietto per dirvi che il Malvaquiz #5 finisce domenica, e se volete vincere il fantastico perizoma potete ancora partecipare (io se fossi in voi non ci penserei due volte). E adesso, ecco a voi la malvestita di Paola con relativo commento. *****
![]() Una chiosa alle didascalie: -tailleur jeans scuro: € 150,00 -stivaletto jeans chiaro: € 90,00 -mollettone celeste: € 0,50 di BettyMoore Collezione: mi piace il jeans, mail-vestite 07:42 | Plink! | commenti (15) | Home Malvaquiz #5 - Ok, il prezzo è Giusto! Monella Vagabonda Oggi vi propongo un quiz infrasettimanale su quello che secondo me è il più enorme mistero dell'ultimo anno di moda italiana: Monella Vagabonda. Se ne parlo tanto, non è per farne pubblicità (lungi da me!), ma perché davvero, non riesco a capire come dei vestiti così palesemente brutti, fatti male, e soprattutto dal design ipersfigato, siano riusciti a conquistare i vipparoli scarsi di casa nostra. Non ultima, ieri sera, Angela Cavagna subito dopo l'eliminazione di Selvaggia Lucarelli alla fattoria: l'infausta rana faceva bella mostra di se sulla sua giacca a vento.Come già dicevo nel primo post dedicato a Monella Vagabonda, la cosa che mi lascia più basita è la rozzezza e bruttezza della rana: non ha una faccia simpatica da cartone animato, ma si vede benissimo che questo vorrebbe essere (un cartone animato simpatico); è disegnata male, è informe e soprattutto non ha nulla della rana (le zampette palmate con le dita strette, le gambette secche, la faccia triangolare, ecc, ma la vedete? Sembra più un ameba). Le teorie, a questo punto, secondo me sono due:1- un plurimiliardario nullafacente un bel giorno si chiede: "Quali sono i limiti della moda?" e decide quindi di pagare fior di quattrini le vipparole scarse di casa nostra per far indossare loro dei vestiti oltremodo brutti e sfigati. La risposta alla domanda del miliardario è: non ci sono limiti alla moda. Basta che una cosa anche orrenda passi in TV, e le cretine se ne innamorano. 2- un plurimiliardario nullafacente sogna di diventare stilista, ma non ha un briciolo di capacità grafica. Però è miliardario, quindi può permettersi di rifornire tutti i guardaroba Mediaset con vestiti recanti il simbolo della rana informe da lui inventata. *******
Vabbè, bando alle ciance, ecco il quiz: Ok, il prezzo è giusto! Le regole sono semplici: ho disegnato questi capi ricopiandoli pari pari dalla vetrina del famoso negozietto vicino casa mia di cui già parlavo nel primo post dedicato a Monella vagabonda. Voi dovete indovinare il prezzo giusto dei tre capi qui sotto (il prezzo a cui detto negozietto li vende). Potete rispondere nei commenti, tanto ci sono infinite diverse combinazioni possibili. Vince chi si avvicina di più ai tre prezzi esatti. In caso di parità, vincono i prezzi con stima in eccesso. In caso di parità anche dopo aver eliminato i prezzi in difetto, vince chi aveva risposto prima. Capo numero uno: maglioncino rosa Monella Vagabonda! (primo disegno)Splendida maglioncino rosa in lana leggera, corto e stretto in vita, con delicate decorazioni romboidali variopinte: bianco, azzurro, verde e fucsia, in un crescendo di abbinamenti che lascia senza fiato! La simpatica ranocchia lustrinata vi terrà compagnia ad altezza fegato, subito sotto alla scritta stilizzata sul seno destro. Ideale per le serate fresche di primavera, ok, il prezzo giusto è... Capo numero due: jeans Monella Vagabonda Vip! (secondo disegno) Splendidi jeans Monella Vagabonda collezione Vip! In denim scuro con trendissime scoloriture sul davanti e sul retro. La marca Monella vagabonda compare sulla tasca destra, in rosso, il colore della prossima estate! Chiusura lampo più doppi bottoni che possono essere tenuti aperti per risvoltare la vita: all'interno, infatti, troviamo la stessa splendida scritta che compare sulla tasca! La simpatica ranocchia lustrinata fa la sua comparsa sulla gamba sinistra. Ideale se volete diventare Vip per un giorno, ok, il prezzo giusto è... Capo numero tre: felpa Monella Vagabonda Vip! (terzo disegno) Splendida felpa Monella vagabonda collezione Vip, di cotone nero, fresca e calda allo stesso tempo, ideale per le serate primaverili. Corta e stretta in vita come tutti i capi veramente alla moda, riporta su un fianco la bandiera italiana come testimonianza dell'originalità Made in Italy. La romantica ranocchia lustrinata regge in grembo, questa volta, un cuore rosa. La scritta sopra di lei vi fa capire che per un giorno sarà la vostra Personal Dancer! E non è finita: lo stesso simbolo compare ingrandito sulla schiena, in bianco e rosa, i colori trendy dell'estate. Ideale se volete sentirvi Vip per un giorno, ok, il prezzo giusto è... Il premio è questo stupendo Perizoma con Gioiello da indossare (sia per donne che per uomini) con il partner durante gli incontri calienti (click sull'immagine per vederlo ingrandito). di BettyMoore Collezione: vinci una malvestita 12:24 | Plink! | commenti (41) | Home Malvestita #118Titolo dell'opera: fanciulla accaldata alla fermata dell'autobus. Il top è certamente una sua creazione, non ci credo che esiste un negozio con roba simile in commercio. E' una canottierina nera con al centro un enorme medaglione di materiale non meglio identificato (2 - corteccia? fango indurito?), riccamente decorato con perline variopinte, che sorregge delle ragnesche strisce di tessuto velato azzurro (1), non orlate, quindi in fase di sfilacciamento avanzato. Se vi siete ripresi possiamo guardare i jeans: normali, non fosse per il risvolto con le cuciture gialle fosforescenti (3). La lunghezza, comunque, è leggermente out: ho notato che, a differenza della primavera scorsa in cui spopolavano le misure longuette sotto al ginocchio quest'anno sono di gran moda gli shorts. Già rabbrividisco all'idea di tutte le ginocchia carnose e informi che dovrò subire. Il pezzo più bello è quella cosa somigliante ad una strada asfaltata che vedete riportata sulla destra: è in realtà l'ingrandimento della cintura, decorata da due file esterne di vere conchiglie incollate (4 - avete presente quelle che sembrano dei gnocchetti sardi?) e da una fila centrale di paillettes rosse. La fibbia centrale (tocco da maestra) è formata da una raggiera delle stesse conchigliette che decorano i bordi. Che pezzo da manuale: probabile che esca anche questa dalla sua fantasia malata. In zona otto, un pezzo non da manuale, ma da museo, che mi ha riportato indietro alla mia infanzia: un rarissimo reperto di Swatch Pop. Ve li ricordate? Le cipollone da polso con il passante in tela, tutte colorate... Ho sempre invidiato le mie amiche che l'avevano acquistato, mentre io mi dovevo arrangiare con un tristissimo Scuba di tre anni prima. La parure di gioielli si esaurisce in un semplice anello a fascia (9) e un paio di orecchini etnici in argento (10), a pendaglio, molto vistosi. Adesso preparatevi a svenire. Vedete gli occhiali scuri in zona 11, vero? Sono testimonianza del fatto che quel giorno c'era un forte sole e faceva davvero un gran caldo (e in effetti tutto l'abbigliamento molto scoperto tende a mitigare la calura). Ma preparatevi ad uno shock quando vi dico che la borsa, che teneva ben calcata sotto l'ascella ed appiccicata al braccio, era di plastica nera (6)! Ovverosia: sudore a go-go ed effetto ceretta assicurato. Ma non mi meraviglio, è probabile che la ragazza non desse molto peso ai miasmi provenienti dal suo corpo, visto che anche le scarpe (7 - delle Asics bianche), sono indossate senza uno straccio di calzino che evitasse il ristagno di liquidi al loro interno. Nota divertente fuori tema: finalmente anch'io ho avuto la visita delle prime carampane® (copyright Daveblog) nel post in cui prendo in giro il cantante dei Negramaro. Se volete farvi due risate, leggete i commenti! di BettyMoore Collezione: mi piace il jeans, arte povera 16:23 | Plink! | commenti (18) | Home Malvestitina #6Indovinello: quanti anni ha la tipetta che vedete qui a destra? 12, 13 anni dite? No. Vi assicuro che per quanto grande possa sembrare dal mio disegno, andava ancora alle elementari (parlava della maestra con suo papà), e io non le do più di 8 anni. Perché, dico io, perché incoraggiare le bambine a truccarsi ad otto anni? Questa aveva un vistosissimo rossetto fucsia sulle labbra (5). No, non era un lucidalabbra, era proprio il rossetto della mamma, bello marcato. Triste vero? Ma non è finita. Le unghie. Le povere unghiette della bambina, tagliate ancora con la tronchesina dal papà, sono laccate con un pesante smalto nero (6). Dark lady in erba? Ma ero solo io che, a otto anni, più che colorarmi le dita con l'uniposca (rigorosamente ogni dito di un colore diverso) non osavo? Che tempi. La felpina avrebbe potuto benissimo prestarla ad una qualsiasi malvestita dai 15 ai 25: Miss Sixty (marca a brillantini in zona 2) con scritta lustrinatissima rosa sul davanti "Real live" (1 - dall'errore, mi sa che era un tarocco). Sulla schiena, non l'ho disegnato per dimenticanza, a caratteri cubitali rosa fucsia borchiati argento, campeggia il messaggio universale: LOVE. Giusto per dovere di cronaca ho numerato la minigonna, di velluto a coste ecrù (9), dal sapore vagamente fricchettone. Molto più interessante la borsetta (ma cosa se ne fa una bambina di otto anni di una borsetta? Ci tiene le Barbie, mi auguro) in tessuto militare (3). I calzini sono l'unico tocco d'infanzia (7), quasi un oasi felice, arancioni a fiori, che deliziosi. Ai piedi, delle banali adidas bianche e nere (8). Tocco finale: gli orecchini. Mi rifiuto di credere che una bambina di otto anni possa desiderare, farsi comprare ed indossare degli orecchini a cerchio da trentenne (4). Ditemi che stavo sognando. di BettyMoore Collezione: infanzia perduta 11:10 | Plink! | commenti (18) | Home Malvestito 1° Maggio #3 - come non vestirsi al concerto del Primo MaggioEcco a voi l'artista (vabbè, artista è una parola grossa) che probabilmente merita il premio di peggio vestito della serata. Trattasi di Giuliano Sangiorgi, cantante dei Negramaro. Quando è entrato in scena sono rimasta immobile per dieci minuti buoni con gli occhi a palla dall'orrore prima di iniziare a disegnarlo. Come non vestirsi al concerto del primo maggio, dicevamo, giusto? Beh, ecco, direi così. Una via di mezzo tra un discotecaro e un muratore. Giuro che non ce l'ho con quelli che hanno la panza, figuriamoci. Ma non posso avere pietà per uno che, esaltato probabilmente da quella decina di groupies sfigatelle che si è ritrovato, pensa, una volta diventato famoso, di essere diventato anche fico e si mette una maglietta non solo attillatissima, ma anche terribilmente corta, tanto che alla prima alzata di braccia il bulbo (6) si scopre è rimane così più o meno per tutte e tre le canzoni eseguite. Cos'è poi quel collo a lupetto (1)? Via, via subito. Al primo maggio si possono indossare solo magliette con collo tondo (più o meno aperto) e non firmate. E questa di firmato mi sa abbastanza, visto l'enorme simbolo rosso sul davanti (2). Ah, dite che era un semplice bersaglio per eventuali pomodori? Mi piace, come spiegazione. La cosa più assolutamente, meravigliosamente, emozionantemente stupenda, comunque, è il calzino che ha indossato sul braccio destro per farci l'artista dark molto maledetto e sensuale (3 - trattengo un conato a stento). Ma sì che era un calzino, dai: quando lo inquadravano da vicino si vedeva chiaramente la forma del tallone in prossimità del polso. Filo di scozia, direi. Un'altra cosa stupenda accaduta mentre si dimenava: i jeans, seppur sorretti da una burinissima cintura con fibbia argentata (5), sono calati lasciando uscire un paio di terribili mutandoni neri (7), che accentuavano ancor di più l'effetto rotolo di ciccia del punto 6. I jeans (neri e scoloriti, tra l'altro) sono più stretti sulla caviglia (8), così, tanto per accentuare ancora un po' il fisico a pera. Particolare fricchettone: la collanina etnica allacciata alla tasca in zona 9. Mi spiace, caro Giuliano, non basta quello a renderti adatto alla serata. La spinta finale verso il baratro della burinaggine la danno i pesanti bracciali a catena sul polso sinistro (4). di BettyMoore Collezione: dark ladies, semo bburini, very important malvestite 17:03 | Plink! | commenti (91) | Home Malvestito 1° Maggio #2 - come non vestirsi al concerto del Primo MaggioSeconda lezione Il secondo esempio da non seguire è il cantante etnico partenopeo Enzo Avitabile, questo simpatico angiolone paffuto e ricciolino che vediamo nella figura a lato. A parte i capelli tinti (2), che all'età di sessant'anni non sono un bel vedere secondo me neanche su una donna, figuriamoci su un uomo. A parte i capelli tinti, dicevo, la cosa che assolutamente non possiamo perdonargli è il reggi sax (ah, il sax microscopico che ho disegnato in zona 1 ovviamente è in scala, lui ce l'aveva di dimensioni normali). Penso sia in assoluto la cosa più pacchiana che s'è vista in tutto il concerto. Era una specie di orpello a sfondo dorato con delle icone cattoliche in cerchi appiccicate sopra a mò di figurine: ho riconosciuto con certezza il Sacro Cuore (3) e la faccia di Gesù Cristo (4), nelle posizioni indicate. Ma non gliel'aveva detto nessuno che il fricchettone medio non crede in niente, al massimo nella dea Madre Terra, o in Buddha, al massimo, ma in niente di sicuro che abbia anche solo un minimo legame con la religione Cattolica? No, no. Adattissimo soltanto a perdere consensi. Bocciato. di BettyMoore Collezione: ai confini della realtà , very important malvestite 14:47 | Plink! | commenti (12) | Home Oggi posterò una serie di esempi sull'abbigliamento visto al concerto del primo maggio. Esempi da seguire e non seguire per aspiranti fricchettoni d'ogni età. Malvestito 1° Maggio #1 - come non vestirsi al concerto del Primo MaggioIl primo soggetto è il cantante dei Sud Sound System, che si è presentato sul palco vestito da impiegato brianzolo: praticamente l'opposto dell'abbigliamento ideale. Giacca simil-elegante (1) più jeans scoloriti (5) non sarebbe neanche male come abbinamento. La cosa che assolutamente non va bene è la camicia azzurrina chiara chiara (da impiegato, appunto) messa sotto (2). E' assolutamente troppo borghese, soprattutto quei polsini che spuntano (3). Molto meglio un abbinamento simile scelto dai Modena City Ramblers, che hanno sostituito però la camicia con una maglietta: così sì che è cool. E non è finita, perché la camicia, in basso a sinistra (4), ha anche un simbolo goticheggiante, alla Angel Devil. Sbagliato, sbagliatissimo! Che vogliamo passare per dei beceri sì global che mettono la roba di marca? No, eh? Bene le scarpe bianche (6), che quest'anno hanno spopolato, non solo fra i sì global. Malissimo invece gli occhiali da camorrista (7) e i capelli col gel (8), da discotecaro truzzo. No, no, no, no. Gel? Scherziamo? I capelli vanno portati assolutamente spettinati, al naturale, possibilmente tagliati in casa, meglio se ricci e voluminosi (v.: Max gazze, Niccolò Fabi et similia). di BettyMoore Collezione: semo bburini, very important malvestite 11:47 | Plink! | commenti (8) | Home Malvestita #117Oggi che è il primo maggio volevo inizialmente mettere online una malvestita arte povera all'ennesima potenza, in omaggio a quella che ormai è diventata la festa più fricchettona dell'anno. Invece poi ho preferito puntare sull'opposto, arrischiandomi con questo esempio di alta borghesia arricchita liberal berlusconiana dell'ultima ora, tutto un tripudio di marche e gioielli. Bella la giacchetta, non trovate (1)? E' nera tutta ricoperta da cuori bianchi l'uno diverso dall'altro: uno coi bordi frastagliati, un altro con pois interni, il terzo con ricci e svolazzi,... purtroppo per voi non sono riuscita a disegnare tutta la casistica. E' proprio seminascosta all'interno di un cuoricino, comunque, che ho scovato la prima marca: Rocco Barocco. I jeans (3), ci giurerei che fossero di Armani, Sergio Tacchini o roba simile, purtroppo però non sono riuscita a vederlo. Si fanno notare per la forma a zampa di elefante leggermente demodé. Bellissime le scarpe: di pelle nera a punta tonda, con un orripilante tacco a piramide capovolta (6), sul davanti hanno un fiocchetto, sempre in pelle, fermato da una gemma celeste (5). La maglietta (attillata per mettere in evidenza le tettone) non poteva non essere di marca anche quella: Calvin Klein original, riporta scritto sul davanti (2) con caratteri finemente borchiati da rivetti metallici. La cintura di Gucci, con fibbia in oro (2), non può mancare, così come la borsa Fendi, con i monogrammi tutti colorati e manico intrecciato, per dare quel tocco di indispensabile follia (7). Le marche sono finte, mi dispiace, anche se gli occhiali (9) non credo li abbia comprati da una bancarella, con tutto quel popò di diamanti e brillantini che ne decorano i bordi. La mia parte preferita sono le mani. Ne ho riportata solo una perché erano praticamente identiche: french manicure chilometrica (10), bracciale d'argento a tre fasce (12 - pesantissimo, dall'altra parte c'era qualcosa di simile con pendagli), ma soprattutto una collezione di anelli da capogiro (11). Non sto scherzando: ne aveva almeno uno per dito, e su entrambe le mani, addirittura una vera sottile sul pollice, per non lasciare il povero dito sguarnito. Forse aveva paura di lasciarne qualcuno a casa? Finale sui capelli che, poverina, non si rende conto sarebbe meglio lasciar cadere sul viso, per mimetizzare almeno un po' le due belle e vistose orecchie a sventola (8). di BettyMoore Collezione: alta moda 11:06 | Plink! | commenti (21) | Home |