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sabato, 06 maggio 2006

Malvageddon #1: Monella Vagabonda

Grazie ad un provvidenziale commento di Hoshi mi sono al fin imbattuta nel neonato sito di Monella Vagabonda,  ancora manco indicizzato da Google. Andate, andate a vedervelo (qui) e fatevi due risate.
La parte che mi ha divertito di più è stata quella dei video, dove potete trovare una splendida clip con interviste ai vipparoli scarsi (Eva Henger e Costantino e chi più ne ha più ne metta)(a dire il vero cito solo loro due, perché gli altri, pur avendo una faccia che mi dice qualcosa - qualcosa del tipo: partecipante ad un reality - non ho idea di come si chiamino).

Leggendo le poche pagine del sito, apprendiamo che monella vagabonda è uno stile di moda contemporaneo, fantasioso, colorato. Uno stile che mescola moda e divertimento ma che non disdegna la tradizione dell'eleganza (eleganza?!).
Nella pagina intitolata 'Filosofia', troviamo anche un po' di storia: Gielle srl lancia Monella Vagabonda su iniziativa di Luigi Gorgoglione, 'sempre attento alle nuove evoluzioni stilistiche e agli sviluppi della moda (prego non fate commenti sul nome).

Dunque, Gielle srl, abbiamo detto? Luigi Gorgoglione? Google mi viene in aiuto con qualche (pochissime a dire il vero) interessante pagina su questi due nomi, che può aiutarci a rispondere degnamente alla domanda secolare: come hanno fatto le magliette di Monella Vagabonda a comparire addosso ai vipparoli più scarsi e prezzemolini della televisione nostrana?

Da un articolo che ho trovato online (di tale Ruggiero Cristallo), vengo a sapere che un annetto fa, in piena crisi del settore tessile, un'aziendina di moda pugliese (la Gielle di cui sopra), in controtendenza rispetto a tutte le altre case di produzione che tagliano il personale ed esportano le fabbriche in Cina, decide di restare sul suolo italiano e lanciare una nuova marca per giovanissime, la nostra Monella Vagabonda.
Ma scusa, c'hai l'azienda in crisi e speri di risollevarla con le magliette della rana amorfa? Non avrei investito un solo centesimo in una simile idea.

Si dà il caso però che tale Gorgoglione sia amico dell'avvocato Marcello D'Onofrio. E chi è costui? Esperto d'economia e debiti aziendali (ha scritto diversi libri in materia, potete consultare qui gli interessantissimi titoli), è consulente di un sitarello di vendite online per cui qualche anno fa ha gestito un asta di beneficenza. All'asta (pezzo forte: una maglietta firmata da Costantino - vi dice niente il nome?) ha invitato diversi Vip, tra cui: lo stesso Costantino, Daniele Interrante, Alessia Ventura, Elena Santarelli, Nina Moric, personaggi che hanno in comune il fatto di essere dei vipparoli scarsi. E sapete come fa il nostro Marcello D'Onofrio a conoscere tutti questi vipparoli? Semplice: è il loro avvocato.

Arrivati a questo punto, vi sarà facile capire come lo stesso D'Onofrio abbia raccomandato le orribili magliette ai vipparoli scarsi di cui tutela i diritti, convincendo pure a diventare testimonial di punta della linea femminile una diva del calibro di Eva Henger (per la linea maschile chi avranno scelto, Cesare Previti?)

il mitico Gorgoglione e le sue amichette vipparole scarse

Dulcis in fundo, una piccola perla. Una breve intervista all'imprenditore barlettano Luigi Gorgoglione, detto Gigi (il proprietario dell'azienda, l'omino che vedete nella foto qui sopra in questo bel gruppetto di vipparole scarse). La potete trovare qui (una volta aperta la pagina, dovete cliccare sul pdf dell'articolo "una maglietta piena di sprint"). Se non volete andarvela a leggere, mi permetto di sottoporvi questa geniale battuta, che può farci capire la portata e l'intelletto del personaggio che ha creato la peggiore marca d'abbigliamento della storia:
«La globalizzazione è come un uovo: assai nutriente, ma da maneggiare con cura. Con questa similitudine da saggio orientale potrei chiudere.»
Ed è qui, infatti, che si chiude la mia brilante inchiesta (Report mi fa un baffo). Il mistero monella vagabonda è finalmente svelato.

di BettyMoore
Collezione: chiacchiericci vari

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