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Malvageddon #2: Angel Devil Nota: ho deciso di ribattezzare i reportage (il primo a proposito di Monella Vagabonda) su queste marche che, secondo me, sono i veri segni dell'imminente apocalisse (altro che pioggia di rane), come leggete sopra: Malvageddon. Stavolta ho voluto indagare sugli oscuri trascorsi di una marca che da soli due anni pubblicizza i suoi (orridi) capi in televisione e che, a differenza di Monella Vagabonda, un minimo di successo distributivo l’ha avuto, soprattutto sugli under 16: vi sarà capitato sicuramente di vedere in giro jeans con le ali stampate sulle chiappe, scritte gotiche cubitali recitanti versi della divina commedia (il sogno di ogni professore di liceo: adesso anche l’alunna burina saprà a memoria qualche terzina; non c'è che da aspettarsi un remix discotecaro del De vulgari eloquentia) e coattume dal sapore dark addosso a maschioni con sguardo penetrante e fanciulle agghindate da regine del sadomaso. Sono i vestiti della Angel Devil. Dal sito: Contrasti e opposti che si cercano, si uniscono… L’abbigliamento Angel Devil veste l’uomo che cede alla tentazione di essere eterno. Vissuto nel cuore, vintage nell’anima. Vissuto nel cuore? Vintage nell’anima?! E ancora, da una dichiarazione del tizio che ha girato lo spot della Angel Devil: L'ideale maschile di Angel-Devil sarà un mefistofelico spirito celeste, un uomo che prende a prestito le piume di un'anima alata per tentare, incuriosire, peccare. Sarà un vero e proprio Angelo decaduto. Uno spirito elevato fatto di citazioni meccaniche e richiami assolutamente contemporanei. Ma che roba è? Sembra l’esegesi di una poesia di Kurt Cobain fatta da uno studente scemo di quarta ginnasio. Passiamo alla storia. Mentre stavo cercando informazioni e dettagli, credevo di trovarmi dentro ad un dejavù: potrei tranquillamente fare un copia-incolla di ciò che ho scritto su Monella Vagabonda, cambiando qualche nome e qualche data. Sono veramente tanti i punti in comune tra le due marche: - entrambe sono originarie della provincia di Bari, in Puglia (Monella Vagabonda di Barletta, Angel Devil di Andria); - entrambe hanno alle spalle un’azienda che lavora nel settore tessile da diversi decenni producendo capi per conto di grandi-marche; - in entrambi i casi suddette aziende, proprio nel momento in cui il settore tessile entra in crisi (anni 2003/2005), decidono stranamente di lanciare sul mercato un nuovo brand; - entrambe producono capi rigorosamente Made in Italy (almeno a quanto dicono), cercando però di mantenere piuttosto bassi i prezzi; - entrambe puntano su un mercato di giovanissime. Riguardo l’ultimo punto, è interessante notare la differenza fra le due strategie di marketing: Monella Vagabonda cerca di propagarsi clandestinamente tramite i vipparoli scarsi, invece Angel Devil si presenta in tv con dei veri e propri spot all’interno di programmi d’altissimo contenuto culturale quali: Grande Fratello, La talpa, Top of the Pops, Distraction. Proprio in quest’ultimo programma mi è capitato di vedere il mio primo spot. E’ stato divertente scoprire che uno dei due modelli (quello diabolico, mi sa) era nientepopodimenoche Livio Beshir - chiii?! – ma sì, dai, uno dei ragazzi di Rai Futura – cooosaaa?! – vabbè no, niente, giusto, come non detto*. Per finire, un’ultima notizia sulla “mente imprenditoriale creativa” (lo dice lui: nel senso che si prende tutta la colpa credo) dietro la Angel Devil: Riccardo Fusiello si chiama, era candidato al consiglio comunale di Andria nelle fila di forzaitalia. Ha perso, poverino, ma adesso si rifarà, ci scommetto. *Anzi, ho cambiato idea e ve lo dico: avete presente il canale satellitare per cui lavora Giulia Blasi? Ecco, quello che scandisce tutte le parole perfettamente tipo corso di dizione di Valeria Marini, quello. Update: se anche voi inorridite all'idea di vedere le strade popolarsi di orribili ginocchia scoperte, quest'estate, potete fare un salto su grazia dove ho postato una cosina in merito all'argomento. di BettyMoore Collezione: semo bburini, chiacchiericci vari 16:58 | Plink! | commenti (53) | Home |