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Le scarpe col velcro Da un po’ di tempo, quando entro in un negozio di scarpe, provo una strana sensazione di dejavù. Non so voi ma io questa moda delle scarpe con lo strappo credevo d’essermela lasciata alle spalle in quinta elementare. Certo nel reparto bambini non sono mai scomparse, se ne trovano da sempre, le scarpine di barbie (versione chic; le bratz: versione coatta) con lo strappo per lei e le scarpine di dragon ball (versione intellettuale; i buzzurri del wrestling: versione coatta) con lo strappo per lui. Ok. Ma nel reparto adulti, invece, mah, forse sono io che ho problemi di memoria, tutto sto popo’ di strappi mi sembra un inquietante nuovissimo fenomeno. Come è tipico in questi casi, e in questo caso in particolare, vediamo spuntare lo strappo ai piedi di persone che fino a pochi mesi fa, se gli proponevi di indossare una cosa del genere, “ahò macche che te sembro un pischello io?”, ti andava bene se non ti menavano. E come dargli torto poverini, lo strappo era esclusiva di un mondo fatto di emarginazione e miseria (sarà che i resti di magazzino della gloriosa american eagle, resti risalenti alla metà degli ottanta, erano arrivati a scambiarli nelle bancarelle in cambio di perline colorate) – di immigrati clandestini e di barboni e di quella tizia gobba e sciancata sotto casa mia che dà da mangiare ai piccioni – no dico ma vi sembra una cosa accettabile? No, appunto, fino a qualche mese fa, per niente.Poi, puff!, com’è successo (e cito solo il caso più recente) per la rivalutazione dei pantaloni strettissimi sul popò (roba che cinque anni fa la stragrande maggioranza delle novelle strettone sul culone solo a pensarci si sarebbe impiccata con le mutande contenitive), ecco quindi che improvvisamente tutte le maggiori marche che corrono a riciclare vecchi obsoleti modelli buttando via i lacci – bleah! – aggiungendo uno due tre quattro strappi a non finire. Ed ecco una scarpa nuovissima! E con il brand bene in vista stampato sullo strappo, ovviamente. Un fenomeno questo dello strappo, vi prego di notarlo, che si accompagna ed è intimamente legato alla rivalutazione della scarpa da ginnastica con linea essenziale, senza fronzoli, bassa, di colore bianco candido, con suola piatta e tessuto preferibilmente “a cerotto” (non so quale sia il nome tecnico, ma avete capito, quello coi buchini). Ed ecco quindi che Nike e Adidas in testa lanciano due modelli storici in versione omino bianco e strappi, modelli che così a occhio, mi sembra siano quelli che vanno per la maggiore. Ma non solo Nike e Adidas, anche le marche più insulse, anche quelle che fanno le scarpine anatomiche quelle che sembrano fatte per centometristi (vedi disegno sopra, un modello della Gucci), quelle con la scritta Italia sul fianco, anche quelle vengono riciclate e adattate alla nuova moda dello strappo. E anche questa della scarpetta incertottata bianco pecorella, è una roba che se due mesi fa gliela proponevi al coatto di prima, “ahò mo’ stai a esagerà”, meglio lasciar perdere. E invece oggi e domani, questa estate sul lungo mare a passeggiare per marocchini (“amò te piace sta collanina?”) con la fidanzata rigorosamente zatteronata, eccolo là il nostro coatto, che sta attentissimo e si ferma ogni due secondi che un granello di sabbia gli è finito sulla Adidas immacolata (“mortacci!”).
di BettyMoore Collezione: chiacchiericci vari 14:55 | Plink! | commenti (29) | Home |