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lunedì, 29 maggio 2006

Vim #7 - Manuela Arcuri

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Sarà ormai un mese che, lungo la statale dietro casa, mi tocca vedere Manuela Arcuri posizionata come un muratore in pausa pranzo su un cartellone 20 x 10 (metri) mentre pubblicizza quella che credo essere la biancheria intima più brutta della storia.
Alla trentesima volta che ci sono passata davanti, ho deciso di purgarla.

In cima al cartellone, con fare ammiccante, una scritta cubitale a caratteri rossi recita: Nuda? No... Lormar!
Lormar? Ma che è? Un cattivo del Signore degli Anelli? Mi pare quasi di sentirlo: Looorrmarrr*!

Sotto c'è lei. La foto è bruttissima. A parte che l'hanno truccata con un ombretto violaceo e un rossetto rosso fragola, che neanche le Bangles ai tempi d'oro. Fosse solo il trucco, però (e il capello spettinato da tigrazza - 8) poteva pure starci. Ma la biancheria è una cosa or-ri-bi-le. Roba che persino mia nonna si rifiuterebbe di indossare.

Il color carne già di per sè non è un bel vedere, nella foto fa un bruttissimo effetto in contrapposizione alla pelle (di una tonalità leggerissimamente più rosata che neanche si nota la differenza) e alle calze (3 - di una tonalità leggerissimamente più giallata che neanche eccetera), che si fanno per altro notare anche per la raffinatissima giarrettiera oro lamè (4).
Ma poi, avete visto il modello della mutanda? Comprensibilissimo per una Sloggi bianca a fiorellini, ma per qualcosa che vuole passare da abbigliamento sexi, assolutamente no. Un uomo lo stronchi sul nascere, così. E poi, ti prego, cosè quell'etichetta che spunta in zona 2? Nooo, l'etichetta noo. E anche se c'è, almeno nel cartellone pubblicitario toglila, dai!

Il reggiseno, coppa larghissima (a proposito, scusate per la tetta sinistra che mi è venuta una schifezza ma non avevo voglia di rifarla da capo) super coprente, con al centro tra i due seni un fermaglio metallico (1) riproducente la marca della trendissima (urca) biancheria: Lormar!

E ora veniamo ai particolari che non c'entrano veramente un cavolo. I bracciali, innanzitutto, che sono quelle cose di plastica grossa che si trovano in regalo sul Cioè. Quattro, gliene hanno messi.
Ma soprattutto le scarpe! Neanche nei peggiori dispacci di periferia, se ne trovano di così tremende: tutte ricoperte di lamè rosso, con un fiocco sul davanti, al centro del quale fa sua bella mostra un medaglione di pietre brillanti.

Dulcis in fundo, un piccolo riquadro a lato riportava una scritta con l'ossimoro più divertente di tutto il cartellone: Top Class.

 Se volete divertirvi ulteriormente, vi consiglio di visitare lo splendido sito.

*gentilmente interpretato da Amedeo Goria.

di BettyMoore
Collezione: alta moda, very important malvestite

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