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mercoledì, 26 luglio 2006

Malvestita #146

Image Hosted by ImageShack.usLa domanda è: si può essere malvestite anche con niente addosso? La risposta ce la dà la beach pallavolista che esamineremo oggi, ed è ovviamente un bel sì. Ma come? Semplice: grazie ai tatuaggi.

Diciamocelo, il tatuaggio è ormai superinflazionato (è un po' la versione odierna del piercing all'ombelico di qualche anno fa). Sono finiti i tempi in cui a farselo erano solo bikers, pirati e marinai, oggi si contano sulle dita le persone che non ne hanno almeno uno. Dalla fighetta con il tribale sulla caviglia, alla fricchettona con il codice a barre sulla spalla ("il consumismo è ovunque, voglio dire") passando per l'alternativa (leggi: cretina) che se lo fa da sola con taglierino e inchiostro, alla suicide girl con stelline e cuori coloratissimi, fino ai fanatici che si riempiono le braccia di Che Guevari, Gesù Cristi e Padri Pii.
Se volete essere veramente originali, o vi buttate sull'estremo e immolate il vostro corpo alla sacra arte, o passate allo stadio successivo, marchi a fuoco e insertions, oppure - cosa migliore, ma non sono io che ve lo devo dire - non fatelo proprio.

1- Probabilmente il più inflazionato di tutti e quasi esclusivamente femminile, il tribale in zona lombare con il solito filino impertinente che si insinua nel taglio delle chiappe. Non c'è adolescente che non desideri averlo. E infatti la maggior parte delle ragazze che se lo fanno - di nascosto da mamma e papà - non hanno più di diciassette anni (le eventuali maggiorenni non sono scusabili). Causa in età adulta seri problemi di colite e lombalgie, per via di magliette corte e pantaloni a vita bassa indispensabili a farlo vedere con qualsiasi temperatura.

2- Quasi altrettanto inflazionato, l'ideogramma giapponese/cinese. Di stampo fricchettone, non è però disdegnato dalle fighette che sono affascinate dall'eleganza del disegno. Simboli più gettonati: amore, coraggio, forza, energia, seguiti a ruota dalla trascrizione in katakana del proprio nome. L'incauto portatore sarà condannato per tutta la vita a rispondere alla fatidica domanda: "Belli! Cosa significano?" Ben gli sta. Possibile rischio: il tatuatore sostiene di avervi scritto "spirito di luce", in realtà andrete in giro per tutta la vita con un bel "sono una caccola e me ne vanto" che causerà l'ilarità di qualsiasi giapponese di passaggio ("che c'ha da ride, quello?")

3- il gira spalla, la cui diffusione è pari (se non superiore) al numero 1. Qui abbiamo un filo spinato, alla Pamela Anderson, ma è perfettamente sostituibile da: tribale, serpente, lingua di fuoco, bracciale finto trompe l'oeil. Coattissimo.

4- leggermente più originale, se non altro perchè colorato, il rametto di fiori sulla tetta laterale, anche se la zona è tipica della femmina seduttrice (e pettoruta), per l'implicita promessa diretta all'uomo da monta ("solo tu potrai vedere dove finisce"). Analoga funzione è svolta dal disegno sul basso ventre, in zona inguinale.

5- in cerca di un quinto disegno (i tatuaggi devono sempre essere dispari, mi raccomando) affascinata dalla moda dilagante dei gechi non ha resistito e se n'è fatta tatuare uno sulla caviglia (altra zona iper inflazionata, soprattutto per le femmine)(il maschio, più rude, preferisce il polpaccio), in questi bei colori psichedelici (viola blu). Il rettile è comunque, fra draghi, serpenti e robe simili, esiste da sempre nel mondo tattoo. Bocciato anche questo.

Piccole note malvestite finali: il pantalone a quadretti residuo dell'anno scorso (6 - speravo di non vederne più, mi hanno fatto venire la nausea), tenuto apposta a vita bassa non solo per far spuntare il costumino a perizoma (7 - v. spiegazioni al tatuaggio 1). La bandana stile Sundeck (8) i cui colori non si abbinano con nulla tranne che forse con la palla, e il capello pagliericcio iper-ossigenato (9), con tanto di ricrescita nera due centimetri.

di BettyMoore
Collezione: semo bburini

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lunedì, 17 luglio 2006

E' arrivata l'estate (circa un mese fa)

L’header estivo del blog è dedicato come vedete al più raccapricciante spettacolo da spiaggia che si possa immaginare, un fenomeno purtroppo in costante aumento: la cinquantenne sciccosa rifatta ma grinzososissima in topless e tanga (che per fortuna, nel disegno - almeno il tanga - è occultato).

L’esemplare femminile in questione è solitamente caratterizzato in ordine sparso da:

1) zigomotti e labrozze gonfie fresche di operazione;
2) casco di capelli cotonati color ruggine;
3) occhialoni da sole all’ultima moda con montatura gigantesca (per fortuna, così non si vedono i lividi del lifting!) e stanghette ornate di perle, ovviamente tarocchi, acquistati dal negretto simpatico sul lungo mare;
4) abbronzatura pesantissima stile bacon affumicato dovuta a prolungate sessioni primaveril-propedeutiche di lampade e tettone da vaccona a coprire l’ombelico venier-style;
5) cosce ipercellulitiche, pelle ovunque moscia rigata e cascante, culone largo e basculante;
6) unghie dei piedi rigorosamente lunghe se possibile alla francese;
7) gioiellume di vario genere dai pendenti tintinnanti stile lampadario alle orecchie (le più all’avanguardia addirittura possono puntare sull’etnico), bracciali collane e anelli a non finire, particolarmente sciccosi quelli sulle dita dei piedi, al top la cinturina di filo d’oro sulla vita (anche il braccialetto da caviglia, soprattutto se con pendenti - stile iper-burin-simonaventura - anche quelli vanno fortissimo);
8) due o tre figlioletti nudi abbandonati sul bagnasciuga a costruire castelli coi rifiuti tossici di una petroliera affondata;
9) marito in slippini di leopardo pelosissimo (collanozza d’oro impigliatissima tra i peli del petto) che ciabatta dall’ombrellone al bar e viceversa quando non è impegnato a risolvere la 3 verticale della settimana enigmistica capitale della Francia, sei lettere ("Zidane, ahahahah!");
10) cellulare ultima generazione Razr di Dolce&Gabbana perennemente incollato tra spalla e orecchio e ultimo numero di Novella 2000 già letto ma pronto all’uso poggiato là sul coperchio del termos ripieno di rigatoni alla amatriciana, frittatone di zucchine e porro, torta di mele e cucciolone per i pischelletti.

Ah, quasi mi dimenticavo delle infradito, ma che lo scrivo a fare, chi può farne a meno oramai, yuppi.

E un’ultima cosa: chi indovina a quale famoso personaggio televisivo appartiene la pancia linkata sulla parola “grinzosissima”, più sopra, vince una malvestite autografa.

di BettyMoore
Collezione: vinci una malvestita, semo bburini, chiacchiericci vari

09:35 | Plink! | commenti (80) | Home



lunedì, 10 luglio 2006

E a proposito di veline...

Qualcuno nei commenti ha insinuato che la malvestita in tricolore fosse stata lasciata come portafortuna scaramantico per i mondiali. Niente di tutto questo, semplice pigrizia estiva unita ad un viaggettino (ma proprio ino ino) dell'ultimo minuto che mi ha tenuta lontata dal computer.
Senza dimenticare, poi, che i mondiali hanno assorbito metà delle mie energie. Finiti in bellezza (vi dico solo che sono senza voce), posso ricominciare a trattare di malvestite con più serenità. E quali migliori (peggiori) malvestite delle mogli azzurre?

Probabilmente ispirate dalla musa Victoria, sempre maestra di burinaggine e sempre più simile, a forza di ritocchi e lampade, ad un'altra vedette nostrana dall'inconfondibile tamarraggine, le nostre veline, letterine, schedine, e quant'altro, sembrano ormai aver preso la tribuna d'onore degli stadi come passerella di una sfilata di moda.

alena seredovaVediamo ad esempio qui a sinistra la femmina dell'ottimo Gigi Buffon (voto: 8 e 1/2), alias Alena Seredova, mentre si esercita ad esibire l'espressione della rifatta facciale (alla Marina Berlusconi, per intenderci) che tra una decina d'anni sicuramente inizierà ad assumere.


Per lei, splendidi accostamenti fintocasual dalle velleità vintage blu e grigiastro, con pezzo sopra in acetato anni '80 (ma è un coccodrilletto Lacoste, quello?) e shorts di tela sfilacciata anni '90.

Ciliegina sulla torta, le calze contenitive che con quel caldo devono essere state di un comodo... (e non ditemi che le gambe le ha naturalmente di quel colore, perché non ci credo).

Non mancano gli accessori: anello tempestato di diamanti, regalo del portierone (voto: 8 e 1/2, non mi stanco di ripeterlo) e orologio elegante stile mianonna, ovviamente di marca.

Il capello, mi raccomando, per andare allo stadio dev'essere uscito phonato fresco dal parrucchiere dei vip tedeschi, assoldato per l'occasione, sennò tantovaleva che rimanevo a casa in pigiama.


ilary blasiLa pupona Ilary Blasi, moglie del cicciobello Totti (voto: 2 meno meno), preferisce puntare su uno stile più sobrio all'acqua e sapone, non dimenticando però l'accessorio iperburino: gli occhiali fascianti da mosca, con lenti fumée alla Franco Califano.

Un'alzata di braccio, però, ci rivela che dell'acqua e sapone resta ben poco, se si vanno a guardare anche il bracciale con pendagli, l'anellazzo diamantifero e le solite trite e banali unghie alla francese (ebbastaaaa).

sonia del pieroL'unica simpatica, devo dirlo, e sono felice che almeno una simpatica ci sia, è Sonia Del Piero, moglie del povero bistrattato Alex (voto: 7, non perché sia stato particolarmente brillante - non lo è stato - ma per tirare una sberla virtuale a Totti), l'unica che si degni di fare la vera tifosa, indossando, come a una vera tifosa si addice, maglietta dell'Italia e cappellino da idiota.


Finalmente una ragazza che sembra normale, nel mondo delle femmine da calciatori. Finalmente una che assomiglia a come mi acchitterei io, se avessi un marito calciatore che va ai mondiali e sputa la bile per cercare di rubare il posto a un senzacervello burino convinto di essere il nuovo Pelè.



UPDATE: stamattina già avevo provato ad esprimere e motivare il mio astio nei confronti del Pupone, senza però riuscirci. Quello che Luca Sofri dice su di lui in questo post fotografa alla perfezione quello che secondo me Totti è stato in questo mondiale.
Solo una nota: con Totti in campo non era come avere un uomo in meno. No, perché almeno, quando si gioca in dieci, a nessun giocatore viene in mente di passare la palla all'uomo che non c'è. A Totti ogni tanto, purtroppo, la palla gliela passavano pure.

di BettyMoore
Collezione: semo bburini, very important malvestite

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martedì, 20 giugno 2006

Malvestite da mondiale

(Oggi, post a metà tra Grazia e Le Malvestite)

Sabato sera, nei bar con abbonamento Sky, se ne vedono delle belle: folle di esagitati che escono di casa per vedere la partita con gli amici tifosi e fare bisboccia più tardi in caso di vittoria, nugoli di poveri innocenti che devono sorbirsi le urla degli esagitati non solo durante la partita, ma fino alle tre di notte, in caso di vittoria. E poi ci sono le femmine.

Le femmine al bar che guardano la partita sono un fenomeno prettamente mondialico, e finiscono in certi casi per diventare uno spettacolo quasi più interessante della partita stessa (ho detto quasi, signori uomini, non fucilatemi).

Femmina da partita #1: la velina

Questa specie la si può osservare mentre si aggira con fare sensuale fra i tavolini di quegli esseri burinacci che sono i calciatori di eccellenza.
Fingono dimistichezza con il mondo del pallone (tacita promessa di presenza sugli spalti in caso di fidanzamento), ma in realtà non ci capiscono niente.
Passano metà del tempo ad annuire ai grugniti e alle invettive del calciatore belloccio al loro fianco, e l’altra metà a far finta di tifare quando percepiscono il pallone nei pressi della porta avversaria (sempre che si rendano conto qual’è la porta avversaria). Si vergognano a chiedere cosa diamine è il fuorigioco. Sigaretta chic a fine primo tempo (8 - con la mia adorata french manicure in bella evidenza).

Truccata (3), acconciata (4) e ingioiellata (5) come un normalissimo sabato sera, ostenta la finta passione calcistica con una maglietta attillatissima - ovviamente non originale - dell’italia (1).

La gonna è invariabilmente (sembra che si siano messe d’accordo) una bandierona italiana usata a mò di pareo (2). Ai piedi, infradito con strass (6) per mettere in chiaro che loro di solito sono delle stilose elegantone alla moda, mica delle tifosacce grezze e sudaticce. In bella evidenza sulla caviglia il tatuaggio tribale (7 - “Ne ho altri due, sai, ma non si vedono…”).

Calciatore preferito: Vieri. Ah, ma davvero non l'hanno convocato?

Continua qui.

di BettyMoore
Collezione: semo bburini, chiacchiericci vari

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mercoledì, 14 giugno 2006

Coppia malvestita #9

Image Hosted by ImageShack.usNon avrei mai immaginato che fosse così difficile tenere aperto un blog in estate (ok, ok, non è ancora estate, ma io mi ci sento già completamente dentro: lavoro ridotto, giornate calducce, un invitante parco con baretto e panchine proprio dietro casa). E sì che il materiale non mancherebbe: ho mail arretrate con interessanti segnalazioni e diversi appunti sul mio quaderno.
Mi sono messa d'impegno e ho tirato fuori 'sti due individui proprio da quest'ultimo.

C'è da dire subito che lui confronto a lei sembra quasi sobrio. E in effetti se l'avessi incontrato da solo lo avrei certamente snobbato. Trovo però che insieme siano deliziosi.

Mi piace il contrasto tra lo stile punkabbestia trasandato di lei, e la mise fighetta finto hip-hop hi-tech di lui, tutto fiero della sua t-shirt oversize stile basket (15) e dei jeans con tasche sporgenti e cavallo iper-basso (16).

Le scarpe (sto parlando sempre di lui, ovviamente) sono le tipiche calzature ortopediche adorate dai rappettoni, coi lacci grossi infilati a forza, deformati da una linguetta oltremodo gonfia (17). All'estremità opposta, in testa, c'è il bel berretto della Rizla indossato alla Jovanotti prima maniera (18), con la visiera al contrario, dal quale spuntano lunghi dreadlocks castani (21).

Tocco finale: gli occhiali minimal con montatura ipersottile (20) e il cellulare Nokia d'ultima generazione in mano (19).

Lei è un capolavoro: notate il top da aerobica (1), grigio e sgualcito, come cade morbidamente lasciando scoperta la spalla sinistra e posandosi con leggerezza sul non indifferente bulbo etilico (2).

Ammirate la biancheria: le spalline di costume bianco allacciate dietro il collo (11) e un paio di mutande da uomo decorate con simpatiche bandierine su tutto il bordo superiore (5 - saranno le mutande dei mondiali?).

Inchinatevi di fronte alla genialità della doppia borsa, un marsupio per le sigarette (6), il cui pacchetto però fa bella mostra di sé nella mano destra (14), e il cui contenuto è esibito con ampi gesti dalla sinistra (13), e la borsa etnica cucita a mano, di tela verde con decorazioni da accappatoio anni '80 (7).

E non dimentichiamo gli accessori: i sandali da frate (8), in pendant col cinturino che tiene al polso (9). Il bracciale di sassolini sul polso opposto (10), e l'originalisssssimo mono-orecchino d'argento grezzo (11).

Non credo di esagerare, comunque, affermando che i capelli sono il vero capolavoro: taglio rigorosamente home-made, mezzo rasato a casaccio sul lato sinistro, lungo sul destro, con frangia assimmetrica e codino da samurai (12), tinto con un delizioso color rossiccio, che - fateci caso - si abbina perfettamente alla maglietta di lui.

di BettyMoore
Collezione: arte povera, amore ai tempi delle malvestite, semo bburini

16:23 | Plink! | commenti (72) | Home



lunedì, 12 giugno 2006

Malvestito #15

Image Hosted by ImageShack.usUn uomo dal fascino mediterraneo entra proprio ieri con fare sicuro nel bar che uso frequentare. "Un cappuccio al vetvo, gvazie", intima alla cameriera. Intanto io avevo già estratto dalla borsa il mio fido block notes per appuntare il meraviglioso individuo.

La maglietta (1) è della A-style. E' un po' che desideravo purgare questa marca, ma purtroppo ne vedevo esemplari solo addosso a malvestite poco interessanti. Ho fatto bene ad aspettare l'occasione giusta, guardate cosa mi è capitato. Rosa attillata (e su quegli addominali scolpiti a forma di melone devo dire che sta una meraviglia), la stampa sul davanti riporta un'interessantissima equazione (2): Drink (A capovolta a forma di bicchiere con le due palline all'interno a mò di olive) + Dance (A capovolta a formare due omini che si tengono per mano) = Love (il simbolo classico della A-style con un omino che sodomizza l'altro omino), un messaggio universale per tutto il popolo della notte!

Passiamo ai jeans, và. Non sono molto degni di nota, non fosse che il modello a pantalone di pigiama, largo sopra e stretto sotto (3), accentua ancora di più lo splendido fisico. Sono sorretti da una notevolissima cintura di pitone bianco (4).

Accessorio numero 6, credo l'orologio Sector più grosso abbia mai visto in vita mia, ostentato con gran fierezza sul rude braccio villoso e masculo.

Il braccio opposto, sul fianco ad accentuare la già spiccatissima sensualità di quest'uomo, sorregge il casco nuovo di zecca della Momo, nero con rifiniture argentate (5).

Le scarpe (7) sono bellissime. Acquistate probabilmente in un delirio da mondiali, il modello ricorda vagamente gli scarpini da calcio, con un alta suola in gomma scanalata al posto dei tacchetti. Hanno su un lato lo scudetto italiano, e sul retro una toppa grigia su cui, per fugare ogni dubbio, è scritto a chiare lettere azzurre la parola Italia. Spero vivamente che quest'estate non vada all'estero a farsi riconoscere.

I capelli li acconcia così dai tempi del karaoke con Fiorello, ricciolini ma tiratissimi nel piccolo codino a farli diventare quasi lisci, con sei litri di Gel effetto unto (8).

Finale sul colorito marroncino (9), un po' dovuto alle lampade, un po' alla carnagione, un po' ai peli che ricoprivano abbondantemente tuto il suo corpo.


PS: perdonate l'assenza ingiustificata, sono dovuta partire per un paio di giorni e sono tornata solo ieri. Questa settimana promesso che mi do da fare per recuperare!

di BettyMoore
Collezione: maschioni, semo bburini

09:24 | Plink! | commenti (60) | Home



sabato, 03 giugno 2006

Malvestita #139

Image Hosted by ImageShack.usOgni studentessa universitaria, nel suo cuore, vorrebbe essere una maestra di stile. Unica ed inimitabile, originale, bella e sciccosa come una novella Kate Moss.
Vediamo come la ragazza qui a destra riesca ad essere esattamente il contrario di tutto ciò.

Tutt'altro che inimitabile, decisamente imitatrice: tenta infatti di scimmiottare alla meno peggio quello che è lo stile finto-povero creativo più in voga tra le sue colleghe. Ci riesce malissimo, fallendo anche nel tentativo di risultare sciccosa, perché mescola malamente elementi della moda burina, con altri della moda fricchettona, con la sfigatissima blusetta bi-strato in raso e tulle della prima comunione (1). Da sotto, spunta il regiseno bicolore nero e bianco (2) che le è stato regalato, invece, alla cresima.

L'anima burina emerge in maniera pesante dagli occhiali (8) con lenti rosa fumée, Giorgio Armani estate 2005, dalla frangiona a riporto con clip fucsia lustrinata (9), e soprattutto dalla borsa di pelle nera con fibbia d'acciaio (7), il cui modello, però, ci ricorda ancora una volta i bei tempi andati delle scuole medie.

La gonna (3) è, invece, uno dei tre maldestri tentativi di avvicinarsi alla moda universitaria sinistrorsa. Fatta a mano da artigiani punkabbestia e acquistata al vantaggiosissimo prezzo di cinque euro. Vediamo di studiarne la conformazione: c'è un'alternanza verticale di due diverse fantasie a quadri tipo tartan, sul blu e sull'arancio, con decorazioni a fiocchetto, e sotto tutta una striscia unica di tartan arancione mezzo scucito apposta.

Il secondo elemento è lo zaino verde mela (6), decisamente sporco, ottenuto dal rimaneggiamento di un K-way della Dir, probabilmente una ditta import export (anche se, qualche giorno fa, ho visto la stessa marca sul taschino di una maglietta e mi viene il dubbio di trovarmi di fronte ad un futuro fenomeno alla Angel Devil: voi ne sapete qualcosa?).

Terzo elemento classificabile sotto la categoria arte-povera è il mollettone da parrucchiera con ciuffi di capelli finto spettinati infiliati dentro a casaccio (10).

Completano l'opera gli stivali di pelle nera con suola antiscivolo (5), ideali per le calde giornate di maggio*.

*se state pensando all'ondata di freddo di questi ultimi giorni, no, gli stivali non sono dovuti a quello: la ragazza l'ho incontrata una decina di giorni fa, proprio durante le giornate più calde e assolate del mese, quelle che mi avevano fatto ben sperare ad un rapido arrivo dell'estate (sigh).

di BettyMoore
Collezione: ai confini della realtà, arte povera, semo bburini

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mercoledì, 17 maggio 2006

Malvageddon #2: Angel Devil

Nota: ho deciso di ribattezzare i reportage (il primo a proposito di Monella Vagabonda) su queste marche che, secondo me, sono i veri segni dell'imminente apocalisse (altro che pioggia di rane), come leggete sopra: Malvageddon.

Image Hosted by ImageShack.usStavolta ho voluto indagare sugli oscuri trascorsi di una marca che da soli due anni pubblicizza i suoi (orridi) capi in televisione e che, a differenza di Monella Vagabonda, un minimo di successo distributivo l’ha avuto, soprattutto sugli under 16: vi sarà capitato sicuramente di vedere in giro jeans con le ali stampate sulle chiappe, scritte gotiche cubitali recitanti versi della divina commedia (il sogno di ogni professore di liceo: adesso anche l’alunna burina saprà a memoria qualche terzina; non c'è che da aspettarsi un remix discotecaro del De vulgari eloquentia) e coattume dal sapore dark addosso a maschioni con sguardo penetrante e fanciulle agghindate da regine del sadomaso. Sono i vestiti della Angel Devil.

Dal sito: Contrasti e opposti che si cercano, si uniscono… L’abbigliamento Angel Devil veste l’uomo che cede alla tentazione di essere eterno. Vissuto nel cuore, vintage nell’anima.
Vissuto nel cuore? Vintage nell’anima?!

E ancora, da una dichiarazione del tizio che ha girato lo spot della Angel Devil: L'ideale maschile di Angel-Devil sarà un mefistofelico spirito celeste, un uomo che prende a prestito le piume di un'anima alata per tentare, incuriosire, peccare. Sarà un vero e proprio Angelo decaduto. Uno spirito elevato fatto di citazioni meccaniche e richiami assolutamente contemporanei.
Ma che roba è? Sembra l’esegesi di una poesia di Kurt Cobain fatta da uno studente scemo di quarta ginnasio.

Passiamo alla storia. Mentre stavo cercando informazioni e dettagli, credevo di trovarmi dentro ad un dejavù: potrei tranquillamente fare un copia-incolla di ciò che ho scritto su Monella Vagabonda, cambiando qualche nome e qualche data. Sono veramente tanti i punti in comune tra le due marche:

- entrambe sono originarie della provincia di Bari, in Puglia (Monella Vagabonda di Barletta, Angel Devil di Andria);
- entrambe hanno alle spalle un’azienda che lavora nel settore tessile da diversi decenni producendo capi per conto di grandi-marche;
- in entrambi i casi suddette aziende, proprio nel momento in cui il settore tessile entra in crisi (anni 2003/2005), decidono stranamente di lanciare sul mercato un nuovo brand;
- entrambe producono capi rigorosamente Made in Italy (almeno a quanto dicono), cercando però di mantenere piuttosto bassi i prezzi;
- entrambe puntano su un mercato di giovanissime.

Riguardo l’ultimo punto, è interessante notare la differenza fra le due strategie di marketing: Monella Vagabonda cerca di propagarsi clandestinamente tramite i vipparoli scarsi, invece Angel Devil si presenta in tv con dei veri e propri spot all’interno di programmi d’altissimo contenuto culturale quali: Grande Fratello, La talpa, Top of the Pops, Distraction.
Proprio in quest’ultimo programma mi è capitato di vedere il mio primo spot. E’ stato divertente scoprire che uno dei due modelli (quello diabolico, mi sa) era nientepopodimenoche Livio Beshir - chiii?! – ma sì, dai, uno dei ragazzi di Rai Futura – cooosaaa?! – vabbè no, niente, giusto, come non detto*.

Per finire, un’ultima notizia sulla “mente imprenditoriale creativa” (lo dice lui: nel senso che si prende tutta la colpa credo) dietro la Angel Devil: Riccardo Fusiello si chiama, era candidato al consiglio comunale di Andria nelle fila di forzaitalia. Ha perso, poverino, ma adesso si rifarà, ci scommetto.

*Anzi, ho cambiato idea e ve lo dico: avete presente il canale satellitare per cui lavora Giulia Blasi? Ecco, quello che scandisce tutte le parole perfettamente tipo corso di dizione di Valeria Marini, quello.

Update: se anche voi inorridite all'idea di vedere le strade popolarsi di orribili ginocchia scoperte, quest'estate, potete fare un salto su grazia dove ho postato una cosina in merito all'argomento.

di BettyMoore
Collezione: semo bburini, chiacchiericci vari

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martedì, 16 maggio 2006



Image Hosted by ImageShack.usMalvestita #126

Non male come si è agghindata questa, eh? E vi assicuro che dal vivo faceva ancora più effetto.

Devo dire che l'Afro-burinaggine raggiunge dei livelli impensabili per noi povere coattelle palliducce. Le parure di gioielli, per esempio, sono delle cose che mi lasciano ogni volta sbalordita. A questa, per dire, mancava solo il catenone con il simbolo del dollaro, ed era una perfetta P. Diddy al femminile.

Al collo ha una specie di CD primitivo (11), ossia un medaglione di argento grezzo tutto a bozzi con un buco in mezzo, che a occhio e croce sarà pesato 1Kg. Meno vistoso ma più divertente, il cellulare (12) che penzola poco sotto sorretto da una catena di perline d'acciaio. Ma come le sarà venuto in mente?

Al braccio ha una specie di enorme anfora d'oro (9), due pezzi inseparabili, anch'essa immagino pesantissima, in parure - notare la finezza - con un anello identico (10).

Annoverabile tra i gioielli, la sottile cintura con gemme romboidali di vero diamante (13).

I gioielli purtroppo sono finiti, ma il bello deve ancora arrivare.

Quello che indossa sembrerebbe un due pezzi di qualche strana tuta alla moda. Il sopra è una maglia assimmetrica: a destra (1) ha rincagnato tutta la stoffa attorno alla spalla per arieggiare l'ascella, mentre a sinistra ci troviamo di fronte ad una bellissima manica a pipistrello (v. i rimborsi in zona 2), tirata giù giù giù per farci ammirare la spallina di lattice trasparente del reggiseno.
Tra parentesi, i reggiseni con le spalline in lattice sono uno degli abomini più grandi nella storia dell'intimo: ma non è molto più dignitosa (e sensuale) una semplice spallina nera filiforme?

Il sotto, no, non è un sacco della spazzatura con due buchi per le gambe, sono davvero dei pantaloni (3). Ricordo di averne visti diversi esemplari l'anno scorso, ma non mi pare abbiano avuto molto successo. E ci credo, sono inguardabili! Si fa più bella figura ad andare in giro con l'asciugamano a fiorellini del bidet annodato in vita.

Per esaltare la coattaggine gli stivaletti da pugile sono indispensabili. Questi sono della Puma, in pelle nera e bianca e vengono indossati - come vuole la moda fristàila - semi slacciati (5) con infilati dentro un paio di tubolari pesantissimi (4) arrotolati sei volte a creare questo splendido effetto piede con la gotta.
Sul retro il modello presenta questa utilissima propaggine della suola (6 - davvero, non si sa mai che possa tornare utile) che sale su fino al tendine di achille.

Lo stile fristàila è confermato anche dalla visiera di lana viola della Rizla (14), sormontata da un paio di occhiali neri il cui scopo è meramente decorativo (15). Notate poi i lunghi dreadlocks spettinati (16), sobriamente tinteggiati in una tonalità che sta tra il bordeaux metallizzato e il colore di quel concime che si chiama Sangue di Bue.

Il pezzo più incomprensibile, comunque, resta la borsa, perché non c'entre veramente un cavolo, né coi colori, né con lo stile dell'abbigliamento. Di ciniglia marrone con manico in pelle (7), ha sul davanti una ricca decorazione etnica di sassolini, piume e borchiette. Davvero inspiegabile.

di BettyMoore
Collezione: ai confini della realtà, semo bburini

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lunedì, 15 maggio 2006



Image Hosted by ImageShack.usVim #6 - Dolcenera

Era un bel po' di tempo che speravo di coglierla in flagrante, ed eccola qua, finalmente, dritta dritta da top of the pops al mio quaderno degli appunti: la malvestita più malvestita tra le cantanti, miss rana dalla bocca larga Dolcenera! In una delle sue giornate più sobrie, devo dire. Ma merita ugualmente un'ampia descrizione.

La prima cosa che salta agli occhi è l'abbinamento da angina pectoris blu scuro - nero. Capisco perfettamente che la signorina voglia farci l'originale a tutti i costi, e in effetti il suo abbigliamento sembra urlare da ogni angolino "Sono una creativa! Sono una creativa!", ma un conto è l'originalità, un conto è la totale insensibilità cromatica.

Il maglione blu navy (1) è una cosa slabbratissima, tutta penzolante, oversize per aumentare l'effetto cucciola indifesa, uno dei due poli tra cui oscilla la sua personalità (l'altro polo è: femmina oscura e molto fica con risvolti roarr aggressivi, sottolineato dai frequenti ruggiti che emette quando canta, volevo dire, quando urla, volevo dire, quando sbraita le sue canzoni). Notate come lascia sapientemente cascare la manica oltre la spalla (2) per mettere in evidenza la spallina della canottiera rossa scolorita che aveva sotto (3), molto sexy.

Poi ci sono, appunto, i pantaloni, dei jeans neri (5) la cui larghezza non fa altro che accentuare la dote principale di Dolcenera: la gamba corta (sembra che la ragazza s'impegni al massimo per far vedere al mondo quant'è tappa).
Interessanti le decorazioni sul davanti e anche sul retro (purtroppo queste ultime solo intraviste). Una fila di rivetti in acciaio lucido che contorna la tasca (6) e una specie di chiusura lampo con diamanti (non si spiega altrimenti l'estrema sbriluccicanza), in centro alla tasca stessa (7), la cui utilità è ancora tutta da scoprire.

I jeans sono sorretti da una cintura di pelle nera con doppia fila di borchie (12) che effettivamente sarebbe stata troppo banale messa lì così, senza arte ne parte. E allora ecco il tocco da vera creativa: la fibbia è posizionata ad altezza culo. Così sì che sei un'artista, baby.

Accessori di indubbia rilevanza sono: la fascia di pelle borchiata sul polso destro (9) e un anello di plastica nera con inserto di brillanti (10) indossato sul pollice, certamente scomodissimo per suonare il pianoforte, vista la dimensione, ma si sa che per un artista lo stile viene prima di ogni altra cosa (e che stile).

Immancabile la cravatta (4), la indossa quasi sempre, probabilmente spera di farla diventare il suo marchio d'inconfondibile originalità (è la prima cosa che viene in mente a qualsiasi femmina banale per cercare di farci l'originale: ma non l'ha ancora capito nessuno che la cravatta ha smesso di essere trasgressiva più o meno negli anni '80 quando ha iniziato ad indossarla Billie Joe dei Green Day?). Certo, se continua a scegliere modelli simili: di raso lucido (e già qui ci sta un bel: bleargh!) a righe oblique multicolore tra cui ho distinto sicuramente il bianco, il rosso, il rosa (rosso e rosa! Ma non bastavano blu e nero?) il viola e l'azzurro, ma potrei giurare che non fossero finiti.
Il nodo doppio esprime alla massima potenza la sua anima da burinaccia. Questo è Dolcenera: la burinaggine applicata allo stile alternativo. Se poi volete obbiettarmi che lo stile alternativo è intrinsecamente burino di per se, beh, vi dico che sono d'accordo.

Le scarpe (8) purtroppo non sono pervenute: ho solo intravisto che erano di pelle bordeaux con lacci, ma non ho capito il modello. Già così, comunque, direi che non sono male.

Ed eccoci dunque alla chioma (11): il taglio è la ricrescita del suo tipico caschetto scalato finto arruffato maledetto che fa molto artista, con la consueta tintura nera.

Ah, la pelle non ho dimenticato di colorarla: avete presente tutti la sua carnagione funerea, no? Evita appositamente i bagni di sole per meglio far risaltare il trucco mimetico da tempi d'oro di Leopoldo Mastelloni con cui si impiastriccia regolarmente il viso: sabato aveva un rossetto mattone sull'enorme bocca da Joker e i soliti dieci centimetri di Kajal nero sulle palpebre.

di BettyMoore
Collezione: ai confini della realtà, semo bburini, very important malvestite

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martedì, 02 maggio 2006



Image Hosted by ImageShack.usMalvestito 1° Maggio #3 - come non vestirsi al concerto del Primo Maggio

Ecco a voi l'artista (vabbè, artista è una parola grossa) che probabilmente merita il premio di peggio vestito della serata. Trattasi di Giuliano Sangiorgi, cantante dei Negramaro. Quando è entrato in scena sono rimasta immobile per dieci minuti buoni con gli occhi a palla dall'orrore prima di iniziare a disegnarlo.

Come non vestirsi al concerto del primo maggio, dicevamo, giusto? Beh, ecco, direi così. Una via di mezzo tra un discotecaro e un muratore.

Giuro che non ce l'ho con quelli che hanno la panza, figuriamoci. Ma non posso avere pietà per uno che, esaltato probabilmente da quella decina di groupies sfigatelle che si è ritrovato, pensa, una volta diventato famoso, di essere diventato anche fico e si mette una maglietta non solo attillatissima, ma anche terribilmente corta, tanto che alla prima alzata di braccia il bulbo (6) si scopre è rimane così più o meno per tutte e tre le canzoni eseguite.

Cos'è poi quel collo a lupetto (1)? Via, via subito. Al primo maggio si possono indossare solo magliette con collo tondo (più o meno aperto) e non firmate. E questa di firmato mi sa abbastanza, visto l'enorme simbolo rosso sul davanti (2). Ah, dite che era un semplice bersaglio per eventuali pomodori? Mi piace, come spiegazione.

La cosa più assolutamente, meravigliosamente, emozionantemente stupenda, comunque, è il calzino che ha indossato sul braccio destro per farci l'artista dark molto maledetto e sensuale (3 - trattengo un conato a stento). Ma sì che era un calzino, dai: quando lo inquadravano da vicino si vedeva chiaramente la forma del tallone in prossimità del polso. Filo di scozia, direi.

Un'altra cosa stupenda accaduta mentre si dimenava: i jeans, seppur sorretti da una burinissima cintura con fibbia argentata (5), sono calati lasciando uscire un paio di terribili mutandoni neri (7), che accentuavano ancor di più l'effetto rotolo di ciccia del punto 6.

I jeans (neri e scoloriti, tra l'altro) sono più stretti sulla caviglia (8), così, tanto per accentuare ancora un po' il fisico a pera. Particolare fricchettone: la collanina etnica allacciata alla tasca in zona 9. Mi spiace, caro Giuliano, non basta quello a renderti adatto alla serata.

La spinta finale verso il baratro della burinaggine la danno i pesanti bracciali a catena sul polso sinistro (4).

di BettyMoore
Collezione: dark ladies, semo bburini, very important malvestite

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Oggi posterò una serie di esempi sull'abbigliamento visto al concerto del primo maggio. Esempi da seguire e non seguire per aspiranti fricchettoni d'ogni età.

Image Hosted by ImageShack.usMalvestito 1° Maggio #1 - come non vestirsi al concerto del Primo Maggio

Il primo soggetto è il cantante dei Sud Sound System, che si è presentato sul palco vestito da impiegato brianzolo: praticamente l'opposto dell'abbigliamento ideale.

Giacca simil-elegante (1) più jeans scoloriti (5) non sarebbe neanche male come abbinamento. La cosa che assolutamente non va bene è la camicia azzurrina chiara chiara (da impiegato, appunto) messa sotto (2). E' assolutamente troppo borghese, soprattutto quei polsini che spuntano (3). Molto meglio un abbinamento simile scelto dai Modena City Ramblers, che hanno sostituito però la camicia con una maglietta: così sì che è cool.

E non è finita, perché la camicia, in basso a sinistra (4), ha anche un simbolo goticheggiante, alla Angel Devil. Sbagliato, sbagliatissimo! Che vogliamo passare per dei beceri sì global che mettono la roba di marca? No, eh?

Bene le scarpe bianche (6), che quest'anno hanno spopolato, non solo fra i sì global.

Malissimo invece gli occhiali da camorrista (7) e i capelli col gel (8), da discotecaro truzzo. No, no, no, no. Gel? Scherziamo? I capelli vanno portati assolutamente spettinati, al naturale, possibilmente tagliati in casa, meglio se ricci e voluminosi (v.: Max gazze, Niccolò Fabi et similia).

di BettyMoore
Collezione: semo bburini, very important malvestite

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giovedì, 20 aprile 2006



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Non posso fare finta di niente così, non posso lasciare indietro il particolare che voi tutti avrete notato ad una prima occhiata, precisamente quello che si trova al punto 5. Mi dovete spiegare cosa sono quelle due... non so neanche come definirle. Delle specie di pantaloncini, calze mozzate a maglia larga, reti per pescare, garze mediche, davvero, non ho mai visto (e penso che mai più rivedrò) una cosa simile, neanche in un film di fantascienza. E il colore? Sfumato dal verde al giallo, una cosa veramente che non si poteva staccarle gli occhi di dosso per quanto era brutta ed assurda. Ma cos'erano? Un'allucinazione? Ditemi che non mi sto seriamente ammalando e illuminatemi sulla loro natura.

E dire che la ragazza sarebbe già stata abbastanza malvestita anche senza il bisogno di quelle due cose, anche solo per la giacca di pelle candida (1), segnale inconfondibile di burinaggine, abbinata a degli splendidi stivali che si fanno notare sia per la punta da folletto (2), sia per essere privi di tacco (3), il che rende il piede all'apparenza una quarantasei (quando è probabile fosse un trentotto).

La minigonna di jeans è ovviamente sfilacciata sul lato inferiore (4) e sorretta da una cintura tarocco Gucci (o Chanel)(o è originale e io lo ignoro?) con fibbia in oro massiccio (6).

Il resto è tutto un accessorio: la borsa misto pelle e tela (10), piccola e nera, gli occhiali neri dalla strana forma a farfalla tutti bordati da una fila di deliziosi lustrini (8) e la caratteristica sigaretta della donna vissuta (11).

La chioma è castana con interessanti meches biondo scuro (9) e non dimentichiamo di osservare il trucco (7): occhi cerchiati con kajal nero e un sobrio rossetto mattone sulle labbra a cuore.

di BettyMoore
Collezione: ai confini della realtà, alta moda, semo bburini

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mercoledì, 19 aprile 2006



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Stamattina avevo già preparato una malvestita, ma ho avuto l'accortezza di leggere la mail, prima. Mi è arrivata questa splendida caricatura ad opera di Luca (un lurker) che ritrae la coattissima Simona del Grande Fratello. Siccome l'ho vista anch'io, ieri notte a Mai dire GF, non posso fare a meno di commentarla.

Dico subito che quelle come Simona sono le malvestite che io preferisco, le burinone, quelle che pensano di essere delle strafighe e si vestono da tali, ma in realtà starebbero bene soltanto in un'allevamento di vacche con pantaloni luridi e maglie over size.

Io non capisco: ma questi vipparoli dell'ultim'ora, non ce l'hanno uno stylist che dice loro come vestirsi? Se sì: ma come fanno a venir loro certe idee assurde? Esempio numero uno: la povera Simona penso si ritrovi con uno delle più butte paia di ginocchia che ho mai visto in vita mia. Ecco, se vuoi proprio mostrare a tutti i costi il polpaccio, mettiti un paio di pinocchietti, una gonna longuette, qualsiasi cosa. No. Le hanno messo gli shorts! Sembrava un calciatore appena uscito dal ritiro. Quando si sedeva, poi (come ha ben fatto risaltare Luca nel disegno qui a fianco) una decina di buchi di cellulite comparivano impietosamente sul sottocoscia. Copriti!

Sul pezzo sopra, invece, vediamo questo flagello dei vipparoli scarsi come tenta di espandersi a piovra su tutte le malcapitate neo uscite del Grande Fratello: una maglietta Monella Vagabonda, l'orribile rana informe che in burinaggine gareggia degnamente solo con la Guru. Sopra c'è scritto, a caratteri lustrinati oro e blu se non ricordo male, I am Monella Vagabonda forever. La I è ripetuta tre volte, non ho ben capito per quale motivo. Ah, sia la maglietta che gli shorts sono neri, per la cronaca.

Altra crudeltà: l'acconciatura. Non ci credo che nessuno le abbia detto che il suo mascellone da Ridge, unito al nasone chilometrico, non le consente di tirare indietro i capelli. E' la cosa peggiore da fare in questi casi. Non ci credo che qualcuno non le ha detto che quell'acconciatura le sta malissimo. Ma dico io: lasciateli cascare sul davanti, smorza i tuoi tratti da uomo!

Nota finale sugli accessori: l'orologiazzo rosa, forse per dare un tocco di femminilità in questo ammasso di testosterone, che se Luca non ha disegnato male ha il quadrante di colore leggermente più scuro del cinturino. Dall'altra parte ricordo benissimo (Luca, perché non l'hai disegnato?) indossava un bracciale piuttosto grosso d'argento sbriluccicante.

E per finire le scarpe, con un tacco chilometrico, che aveva l'unico effetto di ingrossarle ancora di più il polpaccio quando stava in piedi.

di BettyMoore
Collezione: mail-vestite, semo bburini, very important malvestite

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sabato, 15 aprile 2006



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Non vi sto neanche dire dove l'ho incontrata, tanto lo sapete già da dove viene il 90% delle mie malvestite. Anzi, facciamo così: d'ora in poi vi dirò il luogo d'incontro soltanto quando non sarà il supermercato.

La ragazzotta si aggirava nei pressi del banco frigo con fare da donna vissuta: forse è a causa della frescura di yogurt e formaggi che indossava questo pesantissimo e altamente fuori luogo, in questi giorni da spolverino, giubbotto pesante della Rejo (attenzione attenzione: nei commenti mi fanno notare che è Kejo. Non Rejo: Kejo!), con tanto di cappuccio, che si fa notare in sobrietà per la scritta cubitale sulla manica (2), gli elastici grigi e rosa (1) e una bella decorazione sempre sui toni del grigio e del rosa sulla schiena (3): simbolo Kejo e la misteriosa scritta H. Miller.

Sotto ha una maglia di cotone marinara a righe orizzontali blu scure e bianche (4), colori che devo dire si abbinano molto bene a tutto il resto.

Molto interesante anche la cintura (5). E' formata da una sovrapposizione di anellini e dischetti di ferro, dall'aspetto pesantissimo, che tra l'altro rumoreggiavano leggermente ad ogni suo movimento, il che mi ha facilitato moltissimo il ritratto estemporaneo: mi bastava tendere l'orecchio per capire dove si trovava.

Sbadiglio sugli stivali da cavallerizza (6), dentro ai quali sono infilati (ri-yawn) i jeans.

Il capello è normalissimo, ma ha il suo tocco di malvestitismo triste nella tintura rosso mogano (8) da over '60.

E per finire, il particolare che fa la differenza: sul polso destro (7) ha uno splendido bracciale formato da una miriade di minuscoli cornetti portafortuna rossi e bianchi.

di BettyMoore
Collezione: mi piace il jeans, semo bburini

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martedì, 11 aprile 2006



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La stavo colorando per domani, ma non ho resistito, dovevo farvela vedere subito. Penso sia in assoluto uno dei soggetti più coatti che ho incontrato in vita mia.

Il giacchettino di jeans (1) è corto a sufficienza da far vedere un po' di pelle nuda (2) che dietro, a causa della discesa dei jeans a vita bassa (4), si avvicina pericolosamente alla zona sedere.

I jeans si fanno notare anche per una raffinatissima quanto incomprensibile scritta a caratteri gotici (3 - qui inventata, poi ho scoperto che erano della Angel Devil) che prende entrambe le gambe in tutta la loro lunghezza, e per essere infilati ovviamente dentro gli stivali.

E che stivali (6)! Non li ho mai visti nella vetrina di nessun negozio, nonostante siano dell'adidas, forse perché gli stessi commercianti si rendevano conto della loro estrema assurdità stilistica: neri, grigi e rossi, con qualche porzione del rosso brillantinata (ad esempio il marchio sul retro), chiusi da un misto di strap e lacci, la suola piena di piccoli rilievi tipo brufoletti rossi, fatti di quel materiale che quando cammini produce dei cigolii da settanta decibel.

I jeans sono sorretti da una cintura nera della Baci e Abbracci (5), con la scritta di brillantini che la percorre da fibbia a punta.

Commento bonario sulla borsa rosa fucsia di Hello Kitty (7), che sta diventando ormai una marca sempre più inconfondibilmente coatta, quel coatto lolita - timida - ma - troietta, da lecca lecca slinguazzato.

La testa raccoglie quasi più numeri di tutto il resto. Abbiamo infatti:
10- cappellino da baseball lustrinato nero con simbolo di gomma bianca in rilievo sul davanti;
9- pony tail fatta uscire dal buco del cappellino con
8- una specie di proboscide/extension biondo platino che arriva fino a metà schiena (terribileee!).
11- Innumerevoli piercing, uno sul labbro, due sull'orecchio e chissà quanti altri, e per finire
12- occhi pesti di nero con matita spessa due centimetri.

(PS: mi permetto di farmi ancora un po' di pubblicità: oggi ho scritto l'ultimo post per Grazia sulle tendenze malvestite del futuro. Se vi va di leggerlo, lo trovate qui)

di BettyMoore
Collezione: mi piace il jeans, ai confini della realtà, semo bburini

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venerdì, 21 ottobre 2005



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Deliziosi fidanzatini che voglio fare i duri. Avete vistto le braccia, in zona 1? Lui tiene il pugno ostinatamente rivolto all'indietro. Lei il braccio in avanti. Si amano, ma non vogliono farlo sapere (se vi state chiedendo come faccio ad esserne certa, li ho visi baciarsi, all'inizio della passeggiata). Forse si vergognano l'uno dell'altro? E' probabile. Ammirateli.

Cominciamo da lui. Interessante la felpa rosa (2), con cappuccio rialzato, sotto il quale, non contento, ha voluto infilare un berretto bianco (11). Notate come la tiene leggermente rimborsata in vita, per mettere in risalto le mutandone all'ultima moda (5 - dei semplici slip blu scuro, presi in prestito dal padre sessantenne).

Non si capisce a cosa serva la cintura zebrata (6), visto che i pantaloni sono tenuti bassissimi, e hanno il cavallo che arriva ben sotto al ginocchio (7). Sul braccio destro, non è dato sapere cosa sia appeso. Immagino qualche grazioso bracciale di catene, visto che sul sinistro il ragazzo sfoggia un cinturino con borchie a punta (4 - pericolosamente vicino al culone della fidanzata) e una fascetta bianca da tennis, originalmente usata per rimborsare la manica (3).
Le scarpe (8 - che delusione) sono delle semplicissime nike bianche.

Sul viso sono evidenti gli occhialoni da mosca (9), neri, usati a mò di visiera a protezione totale, e il piercing assimmetrico sul labbro inferiore (11).


Ed ora vediamo lei. Per meglio sottolineare la leggiadria del peso decide di:
- indossare una maglia bianca, effetto Moby Dick;
- comprare un paio di pantaloni con scoloritura sul culo e sulle coscie (14), che esalta la sensazione di rotondità;
- risvoltare gli stessi, tagliando in questo modo alla gamba venti centimetri buoni.

Notate le finezze: i risvolti hanno le cuciture interne verdi fluorescenti (12). Gli splendidi stivaletti di pelle bianca (13) hanno il tacco marrone.

Fossero tutte così le coppiette.



di BettyMoore
Collezione: amore ai tempi delle malvestite, semo bburini

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Il primo malvestito della storia di questo blog indossa la divisa del perfetto picchiatore fascista, troppo magro per picchiare, che quindi preferisce andare in discoteca a sfogare i suoi bassi istinti.

La maglietta nera attillata (1) esibisce su una tetta la marca B Real (2), che è poi ripetuta in versione gigante sulla schiena. Non si vede, ma su una delle due maniche c'è una piccola interessante scritta: Area Discoteca.

L'appartenenza al cosiddetto "popolo della notte" è testimoniata da altri due accessori: gli occhiali neri (3), atti a coprire due profondissime occhiaie da ore piccole, e il polsino bianco (6) di marca Techno.

Stupendi i jeans strappati (7): presentano delle sbrecciature addirittura sull'orlo delle tasche (8). Il tutto è condito con le versatilissime, universali adidas bianche e nere (9), usate indistintamente da fricchettoni, burini e discotecari.

Interessanti particolari di vera ficaggine sono:
- la mosca (5);
- il gel nel capello, atto a sottolineare la galoppante stempiatura (4);
- la postura: mani sui fianchi e gambe larghe, per segnare il territorio.



di BettyMoore
Collezione: maschioni, semo bburini

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lunedì, 17 ottobre 2005



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La fanciulla si è presentata qualche giorno fa all'ufficio postale, visibilmente indaffarata. Nonostante la luce crepuscolare, ha continuato imperterrita a tenere indosso gli occhialoni (1).

Ci sono diverse cose da notare. Innanzitutto la pettinatura (2). Non brutta di per sé (poiché comunissima), ma su di lei: non dimenticate che le malvestite si distinguono per la tendenza ad evidenziare anziché cammuffare (o semplicemente ignorare) i difetti fisici, in questo caso, la quasi giottesca rotondità della faccia.

Il giubbotto (3) era argentato, scintillante, ornato da uno spettacolare collo di pelliccia bianca (4). Sotto si vede spuntare una sobria maglietta rosa fucsia (5), colore molto di moda l'inverno scorso, ma ancora in auge sicuramente per tutto il 2005/2006.
Interessante per voi sapere che quel giorno faceva piuttosto freddo, anche perché era mattina presto. La ragazza, inoltre, è arrivata in scooter (lo testimonia il casco). Nonostante questo, la pancia è in bella evidenza (6), libera al vento ed agli spifferi, forse in un tentativo disperato di rincasare anticipatamente dal lavoro, causa indigestione del cornetto alla crema. Prevedo un futuro di sciatalgie.

Il tocco di classe (ogni malvestita ha il suo tocco di classe) sono le due cinture (7), una più bella dell'altra. La prima (quella inserita nei passanti) bianca tempestata di lustrini. La seconda (quella adagiata sull'esterno coscia) color panna, più sottile, con una decorazione tribale nera. Nella categoria "accessori", notate, vi prego, anche l'enorme anello in vera plastica viola (8).

Sotto il risvolto dei jeans, spiccano due splendidi stivali di cuoio marrone consunto (9), in stile cow-girl. Che - bisogna dargliene atto - non c'entrano assolutamente niente con tutto il resto.

di BettyMoore
Collezione: mi piace il jeans, semo bburini

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